Esce, edito da Le Librette di Controra, “Dall’anima. Passi di tango” (68 pag) di Silvia Dudù.
E’ gradita una recensione di chi lo avesse già letto.
Per informazioni: info@lelibrettedicontrora.it
Roberta
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Esce, edito da Le Librette di Controra, “Dall’anima. Passi di tango” (68 pag) di Silvia Dudù. E’ gradita una recensione di chi lo avesse già letto. Per informazioni: info@lelibrettedicontrora.it Roberta
Un uomo in fuga proiettato dai suoi luoghi intimi e tradizionalisti verso un mondo nuovo, dilatato. Buenos Aires all’inizio del secolo scorso, dove il tango fa da colonna sonora ed esistenziale a quella massa di anime in cerca di speranza. Grazie ad un piacevolissimo stile, Maurizio Bergamini, ci regala un piccolo romanzo di formazione che riporta a certi protagonisti della letteratura ottocentesca, a me molto cari. L’autore usa la narrazione esterna, epistolare e il diario intimo come lenti diverse per raccontare la sua storia e gli riesce bene. Confesso che mi sono piaciute molto le descrizioni dei momenti più “intimi” nei quali l’autore usa immagini efficaci e talvolta suggestive. Il Tango è sempre sullo sfondo ed in certi momenti anche protagonista della storia. Chi di voi non si è mai inventato un Romanzo di Tango tra un sogno e un ballo ? A Maurizio il mio plauso per averlo offerto a tutti noi. Per chi fosse interessato all’acquisto l’invito è di visitare il sito web dedicato al libro:http://mauriziobergamini.com/ Ho ritirato il libro, che avevo prenotato alla libreria Goldoni, martedì scorso e il venerdì avevo già finito di leggerlo.
COME PIOGGIA FINA MICHELIN Qualche tempo fa vi parlai del libro di Raymond Queneau Zazie nel Metrò. In questo post Sara vi propone la prima parte di un racconto che vede i pittoreschi protagonisti del libro di Raymond Queneau inoltrarsi nel mondo del Tango. Buona Lettura. “Basta, oramai è deciso!” sbottò Gabriel zittendo completamente Turandot,”Zazie passerà con noi il giorno del suo undicesimo compleanno, e per festeggiare mia nipote andremo tutti a ballare tango nella milonga in Rue de Rivoli! Accidenti è una ragazzina pestifera ma è sempre mia nipote!”. ”Posso potrare anche Laverdure?” chiese Turandot rassegnato, “Ma è un pappagallo!” obbiettò ingenuo Gabriel “Certo, del resto Zazie è una ZECCA quindi se fanno entrare lei perché non portare anche Laverdure nella sua gabbia più bella e lucente, giusto per l¹occasione, eh?” . Gabriel annuì volgendo lo sguardo al cielo, forse più per preghiera che per imprecazione, presagendo una serata ricca di sorprese, sentì il bisogno di invocarne i favori. Detto fatto, alle 22.30 oltrepassò la soglia della milonga “Tango Amarillo” un gruppetto piuttosto pittoresco e senza dubbio elegante, uno dei signori in completo scuro aveva sulla spalla una gabbia dorata ornata da un fiocco di velluto viola, conteneva un pappagallo turchese che rivolto al buttafuori strillava:”Chiaccheri, chiaccheri non sai far altro!”. Fu loro indicato un tavolo. Eccoli tutti schierati, emozionati e ronzanti per l¹appunto di chiacchere, in attesa dell¹esibizione di tango che avrà luogo sul palco poco distante. Finalmente sul palco si posizionano i ballerini e inizia tutta una serie di sciabolate , ganci, volcadas y colgadas da capogiro, tutti guardano estasiati ; quando improvvisamente Zazie sgusciando da sotto il tavolino si avventa sulla ballerina e le toglie una scarpa. Sbigottimento generale. La ballerina continua stoicamente la sua esibizione mentre Zazie si mette a correre attorno al palco tipo danza degli indiani con la sua scarpa trofeo. Gabriel la prende al volo e la porta recalcitrante in un angolo della milonga, “stavo abbellendo lo spettacolo!”, sbotto’Zazie furiosa e recalcitrante,aggiungendo “voi del tango non capite niente!”. “Adesso te ne stai qui buona per 5 minuti!” e così dicendo zio Gabriel chiuse la nipotina in uno sgabuzzino di servizio. continua… Durante l’ultimo viaggio a Buenos Aires, in milonga, stavo scambiando le consuete chiacchere tra un tango e l’altro con una nostra amica milonguera. In quel minuto di attesa, che talvolta può risultare alquanto imbarazzante, la portena voleva dare delucidazioni sulla musica che stavamo ballando. Si stupì molto scoprendo che conoscevo bene sia il tango che l’orchestra che lo stava eseguendo. “In realtà” le dissi ” mentre voi avete la fortuna di nascere nella patria del tango noi, invece, cerchiamo di studiarlo”. A distanza di quasi un mese mi chiedo se la nostra amica saprebbe dirmi chi fu definito “El Tigre del Bandoneon”. Voi che leggete questo post sapreste rispondermi al momento, senza cercare su Google ??? Per chi ancora non avesse la risposta giusta darò altri indizi. El Marne, Maipo, Ritintin, Una Noche di Garufa, Comme il faut . Tanghi splendidi che abbiamo ballato mille volte in milonga. L’autore di questi tanghi strumentali può essere considerato alla stressa stregua di Carlos Gardel per quanto riguarda il Tango cantato. A lui , si deve l’evoluzione dal 2×4 al 4×8 e quindi ad un tango con maggiori possibilità espressive. Eduardo Arolas è questo personaggio e Massimo Di Marco gli ha dedicato un bellissimo libro. IL TANGO NEL CUORE Storia di Eduardo Arolas, El Tigre del Bandoneon.
Si tratta di una biografia, risultato di una accurata ricerca svolta tra Parigi, Montevideo e Buenos Aires, ma si legge come un romanzo appassionante. La vita di Arolas è degna di un eroe romantico della letteratura ottocentesca e Di Marco riesce a raccontarla in una sorta di Commedia Umana Balzachiana di stampo Tanguero. In un interessante processo di gemmazione narrativa, Di Marco intreccia storie e vite. Agustin Bardi, i fratelli De Caro,Canaro ed altri ancora sono i protagonisti assieme ad Arolas ma compaiono anche nome illustri come Isadora Duncan, Giacometti, Picasso… Sembra quasi che la vita di Arolas sia solo un pretesto per fornire informazioni, sviluppare relazioni, rendere il clima di quel periodo che sta a cavallo tra 800 e 900 e che segnerà l’inizio del mondo moderno attraverso accadimenti infausti, come la prima guerra mondiale, ma anche rivoluzioni in campo industriale e artistico. Ormai da molti anni il Tango ha varcato i confini di Buenos Aires e trova espressioni interessanti un po’ in tutto il mondo. In Italia si sono moltiplicate le scuole di Tango. Quello dei tangueros è un popolo dai grandi numeri e finalmente esigente. In internet i siti che parlano di Tango sono cresciuti in numero e qualità. A Di Marco va riconosciuto il merito di una produzione saggistica di alto livello che si smarca dai soliti libri sulle origini e etimologie del tango (e via dicendo) oramai triti e ritriti, frutto soltanto di ricerche bibliografiche, talvolta anche un po’ superficiali. Come nei precedenti libri su Gavito (vedi post)e El Cachafaz, Di Marco va alla ricerca dei testimoni che ancora resistono al corso del tempo e da loro trae storie ed emozioni che poi riesce a rielaborare in una narrazione che è al contempo precisa, dettagliata e intima, quasi confidenziale. Il risultato a mio avviso è efficace, il libro si legge piacevolmente offrendoci molti stimoli per la nostra personale ricerca. Per maggiori informazioni vi rimando al sito: http://www.tangolibri.it/ Dopo aver letto “Quintetto di Buenos Aires” di Montalban, di cui consiglio la lettura, anche se a me lo scrittore catalano e il personaggio che ha creato non mi convincono, vi propongo: Di questo libro, e del suo autore, invece posso solo parlar bene.
Dato che ultimamente abbiamo sbandato verso il divertito/divertente, riporto il blog alla serietà con la recensione di un libro che ho recentemente letto.
Si tratta de “Il romanzo di Peròn” di Tomas Martinez Eloy. L’arrivo a Buenos Aires di Peròn sarà funestato da una strage programmata a tavolino che aprirà l’antiporta a quello che sarà uno dei periodi più tragici della storia moderna. Anche se non c’entra nulla con il Tango, vorrei comunque segnalare un libro che mi ha colpito e che affronta in modo personale e intimo, con la dolcezza e il dolore, mai sopito, del ricordo per un padre che non c’è più, ma con lucidità e pacatezza, un argomento molto controverso e doloroso della nostra storia: gli “anni di piombo”. Spingendo la notte più in là (Collana Strade Blu, Mondadori, 2007) scritto dal giornalista Mario Calabresi, figlio di Luigi Calabresi, Commissario di Polizia ucciso nel 1972 a Milano da terroristi di estrema sinistra, è coinvolgente e “duro” allo stesso tempo, descrive il percorso a ritroso nel tempo per ritrovare una propria memoria, ricostruire il proprio passato “privato”, confrontandosi con il passato “pubblico” degli anni ’70, al quale l’autore, suo malgrado, si ritrova indissolubilmente legato. Magari la lettura di questo libro può costituire un inizio per cercare di comprendere e capire quegli anni tragici, soprattutto per chi non li ha vissuti in prima persona.. Francesca Come avrete notato abbiamo un nuovo ospite nel nostro blog: PIER ALDO VIGNAZIA
Si tratta della seconda edizione di un libro, curato da Giorgio Lalla, uscito circa due anni fa. Un ringraziamento al Pier Aldo che ha risposto alla mia richiesta
dal libro: Contiene scritti di Giorgio Lala, Lidia Ferrari, M. e G.Proserpio, Franco Finocchiaro, Mirta Tiseyra, Francesco Vignale, Pier Aldo Vignazia. |
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