I video favoriti di Roberta

Un Tango per te

Libri 11 Giugno 2008

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Un uomo in fuga proiettato dai suoi luoghi intimi e tradizionalisti verso un mondo nuovo, dilatato.

Buenos Aires all’inizio del secolo scorso, dove il tango fa da colonna sonora ed esistenziale a quella massa di anime in cerca di speranza.

Grazie ad un piacevolissimo stile, Maurizio Bergamini, ci regala un piccolo romanzo di formazione che riporta a certi protagonisti della letteratura ottocentesca, a me molto cari.

L’autore usa la narrazione esterna, epistolare e il diario intimo come lenti diverse per raccontare la sua storia e gli riesce bene.

Confesso che mi sono piaciute molto le descrizioni dei momenti più “intimi” nei quali l’autore usa immagini efficaci e talvolta suggestive.

Il Tango è sempre sullo sfondo ed in certi momenti anche protagonista della storia.

Chi di voi non si è mai inventato un Romanzo di Tango tra un sogno e un ballo ?

A Maurizio il mio plauso per averlo offerto a tutti noi.


Per chi fosse interessato all’acquisto l’invito è di visitare il sito web dedicato al libro:http://mauriziobergamini.com/

COME PIOGGIA FINA

Libri 9 Giugno 2008

Ho ritirato il libro, che avevo prenotato alla libreria Goldoni, martedì scorso e il venerdì avevo già finito di leggerlo.

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COME PIOGGIA FINA
Casa editrice IL FILO
Strade- nuove voci
€ 14
L’ho letto, come si dice, tutto d’un fiato, mentre scrivo ricordo ancora le ultime parole lette. Questo libro mi è proprio piaciuto!
Ho telefonato subito a Chiara per farle i complimenti e dirle semplicemente che il suo libro è BELLO!
Chiara Bergamo è una nostra amica, solo da qualche mese si è avvicinata al tango quindi la conosco poco ma con il suo libro mi ha piacevolmente sorpreso.
Con il sensibile stile nello scrivere ma ha regalato profonde emozioni.
Il suo dettagliato descrivere luoghi e situazioni, mai noioso, rende il lettore partecipe della storia condividendo gioie e dolori dei protagonisti.
Grazie Chiara! Mi auguro tu continui a scrivere con la stessa forza per regalarci altri piacevoli momenti di lettura.
Complimenti anche a Marzia, sua e nostra amica “tanguera” per l’elaborazione grafica in copertina.

MICHELIN

Zazie dans la Milonga - capitolo 1

Libri, TangOblivion 22 Maggio 2008

Qualche tempo fa vi parlai del libro di Raymond Queneau Zazie nel Metrò. In questo post  Sara vi propone la prima parte di un racconto che vede i pittoreschi protagonisti del libro di Raymond Queneau inoltrarsi nel mondo del Tango.

Buona Lettura.

“Basta, oramai è deciso!” sbottò Gabriel zittendo completamente Turandot,”Zazie passerà con noi il giorno del suo undicesimo compleanno, e per festeggiare mia nipote andremo tutti a ballare tango nella milonga in Rue de Rivoli! Accidenti è una ragazzina pestifera ma è sempre mia nipote!”.

 ”Posso potrare anche Laverdure?” chiese Turandot rassegnato, “Ma è un pappagallo!” obbiettò ingenuo Gabriel  “Certo, del resto Zazie è una ZECCA quindi se fanno entrare lei perché non portare anche Laverdure nella sua gabbia più bella e lucente, giusto per l¹occasione, eh?” .

Gabriel annuì volgendo lo sguardo al cielo, forse più per preghiera che per imprecazione, presagendo una serata ricca di sorprese, sentì il bisogno di invocarne i favori.

Detto fatto, alle 22.30 oltrepassò la soglia della milonga “Tango Amarillo” un gruppetto piuttosto pittoresco e senza dubbio elegante, uno dei signori in completo scuro aveva sulla spalla una gabbia dorata ornata da un fiocco di velluto viola, conteneva un pappagallo turchese che rivolto al buttafuori strillava:”Chiaccheri, chiaccheri non sai far altro!”.

Fu loro indicato un tavolo.

Eccoli tutti schierati, emozionati e ronzanti per l¹appunto di chiacchere, in attesa dell¹esibizione di tango che avrà luogo sul palco poco distante.

Finalmente sul palco si posizionano i ballerini e inizia tutta una serie di sciabolate , ganci, volcadas y colgadas da capogiro, tutti guardano estasiati ; quando improvvisamente Zazie sgusciando da sotto il tavolino si avventa sulla ballerina e le toglie una scarpa. Sbigottimento generale. La ballerina continua stoicamente la sua esibizione mentre Zazie si mette a correre attorno al palco tipo danza degli indiani con la sua scarpa trofeo.

Gabriel la prende al volo e la porta recalcitrante in un angolo della milonga, “stavo abbellendo lo spettacolo!”, sbotto’Zazie furiosa e recalcitrante,aggiungendo “voi del tango non capite niente!”.

“Adesso te ne stai qui buona per 5 minuti!” e così dicendo zio Gabriel chiuse la nipotina in uno sgabuzzino di servizio.

continua…

El Tigre del Bandoneon

Libri 7 Maggio 2008

Durante l’ultimo viaggio a Buenos Aires, in milonga, stavo scambiando le consuete chiacchere tra un tango e l’altro con una nostra amica milonguera.

In quel minuto di attesa, che talvolta può risultare alquanto imbarazzante, la portena voleva dare delucidazioni sulla musica che stavamo ballando.

Si stupì molto scoprendo che conoscevo bene sia il tango che l’orchestra che lo stava eseguendo.

“In realtà” le dissi ” mentre voi avete la fortuna di nascere nella patria del tango noi, invece, cerchiamo di studiarlo”.

A distanza di quasi un mese mi chiedo se la nostra amica saprebbe dirmi chi fu definito “El Tigre del Bandoneon”.

Voi che leggete questo post sapreste rispondermi al momento, senza cercare su Google ???

Per chi ancora non avesse la risposta giusta darò altri indizi.

El Marne, Maipo, Ritintin, Una Noche di Garufa, Comme il faut . Tanghi splendidi che abbiamo ballato mille volte in milonga.

L’autore di questi tanghi strumentali può essere considerato alla stressa stregua di Carlos Gardel per quanto riguarda il Tango cantato. A lui , si deve l’evoluzione dal 2×4 al 4×8 e quindi ad un tango con maggiori possibilità espressive.

Eduardo Arolas è questo personaggio e Massimo Di Marco gli ha dedicato un bellissimo libro.

IL TANGO NEL CUORE

Storia di Eduardo Arolas, El Tigre del Bandoneon.

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Si tratta di una biografia, risultato di una accurata ricerca svolta tra Parigi, Montevideo e Buenos Aires, ma si legge come un romanzo appassionante.

La vita di Arolas è degna di un eroe romantico della letteratura ottocentesca e Di Marco riesce a raccontarla in una sorta di Commedia Umana Balzachiana di stampo Tanguero.

In un interessante processo di gemmazione narrativa, Di Marco intreccia storie e vite.

Agustin Bardi, i fratelli De Caro,Canaro ed altri ancora sono i protagonisti assieme ad Arolas ma compaiono anche nome illustri come Isadora Duncan, Giacometti, Picasso…

Sembra quasi che la vita di Arolas sia solo un pretesto per fornire informazioni, sviluppare relazioni, rendere il clima di quel periodo che sta a cavallo tra 800 e 900 e che segnerà l’inizio del mondo moderno attraverso accadimenti infausti, come la prima guerra mondiale, ma anche rivoluzioni in campo industriale e artistico.

Ormai da molti anni il Tango ha varcato i confini di Buenos Aires e trova espressioni interessanti un po’ in tutto il mondo.

In Italia si sono moltiplicate le scuole di Tango.

Quello dei tangueros è un popolo dai grandi numeri e finalmente esigente.

In internet i siti che parlano di Tango sono cresciuti in numero e qualità.

A Di Marco va riconosciuto il merito di una produzione saggistica di alto livello che si smarca dai soliti libri sulle origini e etimologie del tango (e via dicendo) oramai triti e ritriti, frutto soltanto di ricerche bibliografiche, talvolta anche un po’ superficiali.

Come nei precedenti libri su Gavito (vedi post)e El Cachafaz, Di Marco va alla ricerca dei testimoni che ancora resistono al corso del tempo e da loro trae storie ed emozioni che poi riesce a rielaborare in una narrazione che è  al contempo precisa, dettagliata e intima, quasi confidenziale.

Il risultato a mio avviso è efficace, il libro si legge piacevolmente offrendoci molti stimoli per la nostra personale ricerca.

Per maggiori informazioni vi rimando al sito: http://www.tangolibri.it/

Zazie dans la Milonga

Film, Libri, Video 26 Febbraio 2008

In questo articolo si parlerà di libri e Tango ma anche di film e di accellerazioni e fantasia… e possibilità.

E’ da un pò che avevo in mente di scrivere questo post, impegni vari non mi hanno permesso di concentrarmi. Prima di dedicarmi all’evento matrimoniale voglio però lanciare questo piccolo stimolo, non fosse altro per non correre il rischio di dimenticarlo.

Abbiamo già parlato di Raymond Queneau qualche tempo fa in un post su uno dei suoi libri, “Esercizi di Stile”, che, a mio avviso, poteva essere un paradigma perfetto della possibilità trasposto nell’universo del Tango.
Come alcuni avranno già intuito , questa volta parleremo di “Zazie nel metro“.

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Si tratta di un romanzo molto divertente, ambientato a Parigi, che narra le vicende roccambolesche di una scatenata ragazzina, Zazie, affidata per qualche giorno ad uno zio a dir poco originale.
La ragazzina desidera vedere il metro ma proprio in quei giorni uno sciopero glielo impedisce.
Vivacissima e alquanto “schietta”, Zazie metterà a soqquadro la vita dello zio e di altri strani e divertentissimi personaggi.
Queneau crea un romanzo con delle dinamiche sorprendenti sia dal punto di vista narrativo che nell’uso di invenzioni metalinguistiche.
Usa parole e frasi trasformandole come fuochi d’artificio. Inventa personaggi che si moltiplicano nel corso del storia. Donne che lentamente si trasformano in uomini…
Artifizi che escono dalla storia soprendendo l’ignaro lettore… e molto altro.

Ma cosa c’entra tutto questo con il tango.

Beh, c’entra!!! Come c’entrava Esercizi di Stile. Per scoprire e approcciarsi con continuo e rinnovato ardore al Tango, a mio avviso, c’è la necessità di giungere da molteplici e differenti cammini. C’è bisogno di metterlo in crisi, di metterci in crisi, e di ritornare al Tango con occhi nuovi, con un nuovo spirito.
Se da un lato è necessario il “lavoro artigianale” che ci consente di migliorare movimenti, posture e approcci, dall’altro è necessario coltivare interessi ed attenzioni verso altri lati della nostra esistenza così da trasformare il Tango nel proprio particolarissimo Tango e per non lasciarlo imbalsamare da filologie , talora inventate ad hoc.

Ma c’è di più !!

Nel 1960, Luis Malle decide di trasporre il testo di Queneau in film.
Si tratta di una scelta coraggiosa (o forse incosciente come piace a noi) che non fu molto apprezzata al tempo ma che ci lascia un piccolo gioiello di sperimentazione cinematografica.
Malle mette in mostra una grandissima maestria nel rendere le piroette letterarie di Queneau.
Sfrutta al massimo le possibilità della macchina da presa, inventa scene impossibili che spesso però passano inosservate ad un pubblico poco attento.

E cosa c’entra questo ????

Tra le tante invenzioni Malle ne produce una che dà un effetto sorprendente, se pensiamo ai mezzi utilizzati al tempo.
Nella scena si vedono i personaggi che si muovono normalmente mentre intorno a loro  tutto si muove velocemente descrivendo così il caos frenetico di Parigi.
Non potendo usare tecnologie sofisticate, Malle obbligò gli attori a muoversi molto lentamente durante la scena. La stessa scena poi fu montata con una velocità 2 o 4 volte maggiore producendo questo effetto straniante.

Non ditemi di non mai aver mai vissuto almeno una volta questa sensazione in milonga !!!
Mentre voi cercate di gustarvi un bel tango con ritmi lenti cercando di entrare in sintonia con le pulsazioni della musica e del cuore, attorno a voi strani personaggi sfrecciano con movimenti vorticosi e talvolta pericolosi.
Se Malle potesse rifare le scene di Zazie in queste occasioni, non avrebbe proprio bisogno di espedienti.

Concludendo.

Zazie arde dal desiderio di vedere il Metro di Parigi ma proprio quando lo sciopero finisce e la zia la accompagna alla stazione, usando il Metro, la piccola si addormenta non accorgendosi di niente.

Chissà se quando riusciremo veramente ad accedere al Tango, quello ideale a cui tutti protendiamo, ce ne renderemo conto oppure ci addormenteremo abbracciati e pensando, al risveglio, di aver solo sognato questa bellissima sensazione.

Vi lascio con il trailer del film “Zazie nel Metro” nel quale riconoscerete un giovanissimo Philippe Noiret.

Daniele

The Buenos Aires Affair

Libri 20 Dicembre 2007

Dopo aver letto “Quintetto di Buenos Aires” di Montalban, di cui consiglio la lettura, anche se a me lo scrittore catalano e il personaggio che ha creato non mi convincono, vi propongo:
The Buenos Aires affair

Di questo libro, e del suo autore, invece posso solo parlar bene.
La storia, i personaggi e il modo di scrivere ecclettico di Manuel Puig, fatto di sogni, interviste immaginarie, capitoli scritti in prima e terza persona e via dicendo dimostrano una qualità notevole.
Il romanzo fu censurato prima, per motivi pornografici, e tolto dal mercato poi, per non “disturbare” il ritorno in patria di Peròn.
Forse troppo per un libro come “The Buenos Aires affair ” (questo è un mio parere) ma che comunque convinse l’autore all’esilio.
In un commento a margine si giustifica tanta reazione per il fatto che l’autore mette a nudo il “macho” argentino, mostrandolo come il risultato di un’esistenza problematica e non risolta. Il romanzo diventa il pretesto per smascherare un potere , quello militare, che diventa violenza e sopraffazione per motivi che vanno ricercati in un inconscio collettivo malato.
Parallelamente, la protagonista femminile è il simbolo di una donna che, nonostante le qualità artistiche e intellettuali, si richiude nel ruolo della “mujer” che non riesce o non vuole vivere pienamente la sua emancipazione.


Titolo The Buenos Aires affair
Autore Puig Manuel
Dati 212 p.
Anno 1997
Editore Sellerio di Giorgianni
Collana Il castello

Il Romanzo di Peron

Libri 20 Dicembre 2007

Dato che ultimamente abbiamo sbandato verso il divertito/divertente, riporto il blog alla serietà con la recensione di un libro che ho recentemente letto.

Si tratta de “Il romanzo di Peròn” di Tomas Martinez Eloy.
Come si può intuire dal titolo si tratta di una biografia romanzata su questo protagonista della storia contemporanea argentina.
E’ una biografia a più voci, composta dai suoi ricordi e da quelli di parenti e compagni, tra realtà e magia.
La narrazione si basa temporalmente nel 1973, anno in cui Peròn ritorna in Argentina dopo un lungo esilio nella Spagna di Franco.
E’ un Peròn ormai vecchio e stanco, quello rappresentato dal romanzo, che sta ripercorrendo la storia della sua vita, cercando di modificare i ricordi e dare un senso logico e compiuto al suo trascorso.
Un vecchio attorniato da strani personaggi, a cominciare dall’onnipresente Lopez Vega (El brujo) esoterico tessitore dei destini del Generale e della moglie.
A tratti quasi comico e irriverente il romanzo di Martinez ci espone il Peròn meno conosciuto, il bambino irrequieto che entra nell’accademia, l’astuto e cinico stratega. Caratteri popolari quelli del suo agire che lo fanno amare dalla gente comune , ma non solo.
Un personaggio comunque interessante che per riflesso ci mostra un argentina tragicomica, a momenti difficile da interpretare. Quando , qualche tempo fa, chiesi lumi a Carmona sugli ultimi 60 anni della storia argentina mi rispose che anche lui ancora non aveva capito cosa era accaduto.

L’arrivo a Buenos Aires di Peròn sarà funestato da una strage programmata a tavolino che aprirà l’antiporta a quello che sarà uno dei periodi più tragici della storia moderna.

Spingendo la notte più in là

Libri 4 Dicembre 2007

Anche se non c’entra nulla con il Tango, vorrei comunque segnalare un libro che mi ha colpito e che affronta in modo personale e intimo, con la dolcezza e il dolore, mai sopito, del ricordo per un padre che non c’è più, ma con lucidità e pacatezza, un argomento molto controverso e doloroso della nostra storia: gli “anni di piombo”.

Spingendo la notte più in là (Collana Strade Blu, Mondadori, 2007) scritto dal giornalista Mario Calabresi, figlio di Luigi Calabresi, Commissario di Polizia ucciso nel 1972 a Milano da terroristi di estrema sinistra, è coinvolgente e “duro” allo stesso tempo, descrive il percorso a ritroso nel tempo per ritrovare una propria memoria, ricostruire il proprio passato “privato”, confrontandosi con il passato “pubblico” degli anni ‘70, al quale l’autore, suo malgrado, si ritrova indissolubilmente legato. 

Magari la lettura di questo libro può costituire un inizio per cercare di comprendere e capire quegli anni tragici, soprattutto per chi non li ha vissuti in prima persona..

 Francesca