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Zazie dans la Milonga

In questo articolo si parlerà di libri e Tango ma anche di film e di accellerazioni e fantasia… e possibilità.

E’ da un pò che avevo in mente di scrivere questo post, impegni vari non mi hanno permesso di concentrarmi. Prima di dedicarmi all’evento matrimoniale voglio però lanciare questo piccolo stimolo, non fosse altro per non correre il rischio di dimenticarlo.

Abbiamo già parlato di Raymond Queneau qualche tempo fa in un post su uno dei suoi libri, “Esercizi di Stile”, che, a mio avviso, poteva essere un paradigma perfetto della possibilità trasposto nell’universo del Tango.
Come alcuni avranno già intuito , questa volta parleremo di “Zazie nel metro“.

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Si tratta di un romanzo molto divertente, ambientato a Parigi, che narra le vicende roccambolesche di una scatenata ragazzina, Zazie, affidata per qualche giorno ad uno zio a dir poco originale.
La ragazzina desidera vedere il metro ma proprio in quei giorni uno sciopero glielo impedisce.
Vivacissima e alquanto “schietta”, Zazie metterà a soqquadro la vita dello zio e di altri strani e divertentissimi personaggi.
Queneau crea un romanzo con delle dinamiche sorprendenti sia dal punto di vista narrativo che nell’uso di invenzioni metalinguistiche.
Usa parole e frasi trasformandole come fuochi d’artificio. Inventa personaggi che si moltiplicano nel corso del storia. Donne che lentamente si trasformano in uomini…
Artifizi che escono dalla storia soprendendo l’ignaro lettore… e molto altro.

Ma cosa c’entra tutto questo con il tango.

Beh, c’entra!!! Come c’entrava Esercizi di Stile. Per scoprire e approcciarsi con continuo e rinnovato ardore al Tango, a mio avviso, c’è la necessità di giungere da molteplici e differenti cammini. C’è bisogno di metterlo in crisi, di metterci in crisi, e di ritornare al Tango con occhi nuovi, con un nuovo spirito.
Se da un lato è necessario il “lavoro artigianale” che ci consente di migliorare movimenti, posture e approcci, dall’altro è necessario coltivare interessi ed attenzioni verso altri lati della nostra esistenza così da trasformare il Tango nel proprio particolarissimo Tango e per non lasciarlo imbalsamare da filologie , talora inventate ad hoc.

Ma c’è di più !!

Nel 1960, Luis Malle decide di trasporre il testo di Queneau in film.
Si tratta di una scelta coraggiosa (o forse incosciente come piace a noi) che non fu molto apprezzata al tempo ma che ci lascia un piccolo gioiello di sperimentazione cinematografica.
Malle mette in mostra una grandissima maestria nel rendere le piroette letterarie di Queneau.
Sfrutta al massimo le possibilità della macchina da presa, inventa scene impossibili che spesso però passano inosservate ad un pubblico poco attento.

E cosa c’entra questo ????

Tra le tante invenzioni Malle ne produce una che dà un effetto sorprendente, se pensiamo ai mezzi utilizzati al tempo.
Nella scena si vedono i personaggi che si muovono normalmente mentre intorno a loro  tutto si muove velocemente descrivendo così il caos frenetico di Parigi.
Non potendo usare tecnologie sofisticate, Malle obbligò gli attori a muoversi molto lentamente durante la scena. La stessa scena poi fu montata con una velocità 2 o 4 volte maggiore producendo questo effetto straniante.

Non ditemi di non mai aver mai vissuto almeno una volta questa sensazione in milonga !!!
Mentre voi cercate di gustarvi un bel tango con ritmi lenti cercando di entrare in sintonia con le pulsazioni della musica e del cuore, attorno a voi strani personaggi sfrecciano con movimenti vorticosi e talvolta pericolosi.
Se Malle potesse rifare le scene di Zazie in queste occasioni, non avrebbe proprio bisogno di espedienti.

Concludendo.

Zazie arde dal desiderio di vedere il Metro di Parigi ma proprio quando lo sciopero finisce e la zia la accompagna alla stazione, usando il Metro, la piccola si addormenta non accorgendosi di niente.

Chissà se quando riusciremo veramente ad accedere al Tango, quello ideale a cui tutti protendiamo, ce ne renderemo conto oppure ci addormenteremo abbracciati e pensando, al risveglio, di aver solo sognato questa bellissima sensazione.

Vi lascio con il trailer del film “Zazie nel Metro” nel quale riconoscerete un giovanissimo Philippe Noiret.

Immagine anteprima YouTube

Daniele

Invito…

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Daniele

” Click sui giovani”

E’ uscito, edito da Cittadella,  il libro ” Click sui giovani”, il cui autore è il nostro esimio Vice President Marco Gallizioli. 

Ne consiglio a tutti la lettura che io ho trovato molto agile e interessante. Il testo è ricco di spunti di riflessione ed apre le porte verso nuove letture. A Venezia, lo trovate presso la Libreria Studium, (San Marco 337 c) .

Roberta

Martin Fierro Animado

Credo di non sbagliare dicendo che il più classico tra i classici della letteratura argentina è il poema epico “Martin Fierro” scritto da da José Hernández nel XIX secolo.

Mi perdonerete se ne parlo senza però averlo letto.

Si tratta di un opera che romanticamente usa la figura mitica del gaucho in contrapposizione con le spinte moderniste del presidente argentino Domingo Faustino Sarmiento, molto più entusiasta della cultura europea che delle origini della sua terra.

Da malvivente ed escluso, il gaucho viene riscattato per il suo carattere indipendente, fiero e disposto al sacrificio divenendo una figura mitica al pari dei cavalieri medievali, simbolo di un spirito patriottico argentino troppo spesso sopraffatto da colonizzazioni ed emigrazioni di vario tipo.

Insomma un grande simbolo al punto che venne proposto come «Il libro nazionale degli argentini».

Ma perchè ve ne parlo???

Chi mi sta vicino sa che negli ultimi tempi mi è ritornata una vecchia passione, quella dei fumetti o graphic-novel. Tra ricerche, acquisti e studi non potevano sfuggirmi i disegnatori argentini che, al pari di quelli italiani hanno avuto e continuano ad avere un grande successo.

Meritano dei post a parte “L’Eternauta” di Oesterheld e Solano, le opere di Alberto Breccia tra le quali “Che”, l’umorismo di Quino fino al fumetto di protesta sociale di Chelo Candia.

Roberto “El Negro” Fontanarrosa è un altro fumettista molto famoso in Argentina soprattutto per le sue striscie umoristiche su “el Clarin”

Embé? direte voi

Embé ho scoperto che è stata presentato in Italia il lungometraggio animato del “Martin Fierro” con i disegni proprio di Roberto Fontanarrosa.

Vi propongo il trailer del cartone animato sperando di riuscire ad averlo presto in possesso.

Vi invito anche a far attenzione al personalissimo tratto e alle originali caricature dei personaggi tipiche del disegnatore argentino.

Immagine anteprima YouTube

Daniele

Il Tango è buddista?

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Diverso tempo fa lessi un libro che aveva preso in prestito Daniele: “Lasciarsi andare per non andare in pezzi” di Mark Epstein, psicoterapeuta e meditante buddista in New York.

Il libro, riassunto brevemente, sottolinea gli aspetti della concezione occidentale dell’Io e li confronta con quelli che stanno alla base della meditazione buddista.

Subito mi è venuto spontaneo paragonare la teoria buddista e la pratica del Tango. Chi si accinge ad una meditazione si mette in ascolto. Ascolta senza paura il proprio Vuoto e riesce a trasformarlo in un ponte verso l’Altro (mi scuso con gli esperti per le mie semplificazioni estreme). Così ho pensato all’abbraccio, al quel Vuoto che si percepisce  quando ci si pone in ascolto e all’incontro con quell’Altro che ci sta difronte e ci stringe tra le braccia.

Cari amici è molto molto strano eppure mi sa che il Tango è buddista !!! 

Voi cosa ne dite?

Sara