Durante l’ultimo viaggio a Buenos Aires, in milonga, stavo scambiando le consuete chiacchere tra un tango e l’altro con una nostra amica milonguera.
In quel minuto di attesa, che talvolta può risultare alquanto imbarazzante, la portena voleva dare delucidazioni sulla musica che stavamo ballando.
Si stupì molto scoprendo che conoscevo bene sia il tango che l’orchestra che lo stava eseguendo.
“In realtà” le dissi ” mentre voi avete la fortuna di nascere nella patria del tango noi, invece, cerchiamo di studiarlo”.
A distanza di quasi un mese mi chiedo se la nostra amica saprebbe dirmi chi fu definito “El Tigre del Bandoneon”.
Voi che leggete questo post sapreste rispondermi al momento, senza cercare su Google ???
Per chi ancora non avesse la risposta giusta darò altri indizi.
El Marne, Maipo, Ritintin, Una Noche di Garufa, Comme il faut . Tanghi splendidi che abbiamo ballato mille volte in milonga.
L’autore di questi tanghi strumentali può essere considerato alla stressa stregua di Carlos Gardel per quanto riguarda il Tango cantato. A lui , si deve l’evoluzione dal 2×4 al 4×8 e quindi ad un tango con maggiori possibilità espressive.
Eduardo Arolas è questo personaggio e Massimo Di Marco gli ha dedicato un bellissimo libro.
IL TANGO NEL CUORE
Storia di Eduardo Arolas, El Tigre del Bandoneon.

Si tratta di una biografia, risultato di una accurata ricerca svolta tra Parigi, Montevideo e Buenos Aires, ma si legge come un romanzo appassionante.
La vita di Arolas è degna di un eroe romantico della letteratura ottocentesca e Di Marco riesce a raccontarla in una sorta di Commedia Umana Balzachiana di stampo Tanguero.
In un interessante processo di gemmazione narrativa, Di Marco intreccia storie e vite.
Agustin Bardi, i fratelli De Caro,Canaro ed altri ancora sono i protagonisti assieme ad Arolas ma compaiono anche nome illustri come Isadora Duncan, Giacometti, Picasso…
Sembra quasi che la vita di Arolas sia solo un pretesto per fornire informazioni, sviluppare relazioni, rendere il clima di quel periodo che sta a cavallo tra 800 e 900 e che segnerà l’inizio del mondo moderno attraverso accadimenti infausti, come la prima guerra mondiale, ma anche rivoluzioni in campo industriale e artistico.
Ormai da molti anni il Tango ha varcato i confini di Buenos Aires e trova espressioni interessanti un po’ in tutto il mondo.
In Italia si sono moltiplicate le scuole di Tango.
Quello dei tangueros è un popolo dai grandi numeri e finalmente esigente.
In internet i siti che parlano di Tango sono cresciuti in numero e qualità.
A Di Marco va riconosciuto il merito di una produzione saggistica di alto livello che si smarca dai soliti libri sulle origini e etimologie del tango (e via dicendo) oramai triti e ritriti, frutto soltanto di ricerche bibliografiche, talvolta anche un po’ superficiali.
Come nei precedenti libri su Gavito (vedi post)e El Cachafaz, Di Marco va alla ricerca dei testimoni che ancora resistono al corso del tempo e da loro trae storie ed emozioni che poi riesce a rielaborare in una narrazione che è al contempo precisa, dettagliata e intima, quasi confidenziale.
Il risultato a mio avviso è efficace, il libro si legge piacevolmente offrendoci molti stimoli per la nostra personale ricerca.
Per maggiori informazioni vi rimando al sito: http://www.tangolibri.it/