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Alberto Breccia

Ormai avrete capito che in questo blog non si parla solo di Tango.

Il Tango però è il punto di partenza dal quale sviluppare temi altri che  convergono, a volte, e che ci consentono di creare una “nube culturale” (tanto web 2.0) che spero possa stimolare anche solo uno dei nostri lettori. Questo sarebbe già un successo di cui andare fiero.

Allora, già vedo alcuni di voi che si attendono di sapere che cantante o compositore di Tango sia Alberto Breccia.

Nulla di ciò.

Alberto Breccia è probabilmente il nome più noto della Graphic Novel Argentina. Sto parlando di fumetti ma di livello più evoluto.

Non è la prima volta che trattiamo il tema de” las historietas”. Parlammo di Quino qualche post fa e prima ancora di Fontanarrosa.

In concomitanza con la mostra dei disegni di Jose Munoz per il volume Gardel abbiamo addirittura festeggiato con una milonga negli splendidi spazi di Ca’ Pesaro a Venezia (grazie a Pietro in questo caso)

E’ un tema che mi interessa molto e quindi aspettatevi altri articoli. Parlo di Historietas con lo stesso rispetto e valore di cui ho parlato di letteratura argentina in passato.

Per chi non lo sapesse, Buenos Aires negli anni 60 fu uno dei laboratori del fumetto più produttivi ed evoluti . Si contavano centinaia di riviste di fumetti più o meno significative.

Come oggi i disegnatori e sceneggiatori più talentuosi se ne vanno a Parigi (vedi per l’Italia Mattotti, Gipi etc,) al tempo era Buenos Aires la metà più ambita. Non è un caso che anche Hugo Pratt se ne andò lì e divenne punto di riferimento e modello da imitare. Argentinizzato quasi al punto di modificare il suo nome Ugo apponendo una H di sapore castigliano.

Il fumetto in Argentina, come qualsiasi forma di cultura liberale, fu costretto durante la dittatura ad evolversi per non morire. Il grottesco e paradossale di alcuni, la fantascienza per altri ed infine l’umorismo si fecero forme, talvolta molto raffinate, di rivendicazione “tra le righe” di una libertà calpestata.

Perramus di Alberto Breccia

Ad oggi queste forme e questi linguaggi, con la coscienza storica che abbiamo, ci appaiono notevolmente più impattanti di forme più esplicite di comunicazione.

Ricordo che Héctor Oesterheld, l’autore del più importante fumetto argentino “L’Eternauta”, pago con la morte, assieme a molti membri della sua famiglia, per la sua posizione intellettuale e politica.

Alberto Breccia è stato un illustratore di altissimo livello. Nei suoi disegni traspaiono influenze dell’espressionismo tedesco. Nei suoi deliri grafici si intravedono le incisioni di Otto Dix, quelle terribili immagini sulle nefaste e abberanti conseguenze della guerra che già in passato un altro grande artista, Goya, incise su rame.

Miti di Cthulu - Alberto Breccia

Otto Dix

I disegni a colori invece ricordano le opere di George Grosz.

Alberto Breccia

George Grosz

Corsi e ricorsi della storia e dell’arte.

Alberto Breccia in realtà nasce in Uruguay ma, come accade spesso anche nel Tango, è l’Argentina che gli offre la possibilità di successo.

Credo che molti non apprezzeranno l’opera di Breccia troppo cupa, grottesca e niente affatto consolatoria. A  mio avviso la potenza di questa forma di linguaggio però risulta dirompente e provocatoria . Scuote animi e menti e si fa autorevole tesmitomianza, nelle generazioni che leggeranno le opere di Breccia,  del ricordo di una storia che mi auguro  non si ripeta mai più.

Concludo questo scritto invitandovi a leggere la sua biografia nella wikipedia in lingua spagnola e citando alcune delle sue opere più famose che, se apprezzate il genere, dovrebbero trovare posto nella vostra libreria;

- Mort Cinder. Sono le avventure di un viaggiatore del tempo raccontate al suo amico dei giorni nostri. Un antiquario che ha le sembianza di Alberto Breccia. Bellissimo l’uso delle chine. Le storie sono di Oesterheld.

Mort Cinder - Alberto Breccia

-Informe sobre ciegos. Basata sull’opera dello scrittore argentino Ernesto Sabato

-Dracula. Opera che testimonia provocatoriamente il periodo più cupo della dittatura

-L’Acchiappastorie. Disegni di Breccia e storie di Carlos Trillo, autore molto prolifico nell’ambito del fumetto argentino. Un omone unticcio, grasso e informe che ha una strana mania: ama collezionare “storie sordide e  segreti inconfessabili‘”.

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In realtà varrebbe la pena di averle tutte.

Vi lascio con “La Principessa cieca” sulle note di Bela Bartok

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In Italia, l’Editore Comma 22 sta cercando di pubblicare l’intera opera di Alberto Breccia:

Daniele

QUINO, EL PADRE DE MAFALDA

Vale la pena però ricordare anche la sua grandissima produzione di disegni che, più che umoristici o satirici, definirei filosofici.

Attraverso le sue invenzioni grafiche Quino riflette e ci obbliga a riflettere sui temi della contemporaneità.

Oggi vi propongo questa intervista a Quino dedicandola alla nostra Presidenta Roberta grande appassionata di Mafalda.

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Daniele

The Can

Vi propongo questo bel video di animazione ripescato dall’archivio del blog.
Buona visione !

The Can from Carlos Lascano on Vimeo.

Daniele

Futuro Prossimo: La Realtà Aumentata

Recentemente ho pubblicato nel sito:

INNOVATORI PA  ”La rete per l’innovazione nella Pubblica Amministrazione Italiana”

un articolo sulla “realtà aumentata” e se  può interessare a qualcuno il link è questo:

http://www.innovatoripa.it/posts/2010/02/930/futuro-prossimo-la-realt%C3%A0-aumentata

Daniele

Il ballo fa invecchiare bene

La nonna che ho sempre sognato

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Daniele

Cheveux Dangereux


David Fenech – Cheveux Dangereux from david fenech on Vimeo.

Ciò che resta del Tango

Lo scorso sabato in milonga guardavo la gente ballare.
Milonguero o Tango Nuevo, uno stile personale o la continua ripetizioni di passi appresi.
Il questi miei 5 anni di Tanguero in cui ho ballato, ma nemmeno tanto in confronto a molti amici, mi sono accorto che il tango ha subito dei cambiamenti.

Sono pochi 5 anni ma mi risulta evidente che chi prima voleva ballare un Tango più fantasioso sceglieva un certo tipo di abbraccio e di dinamica che adesso appaiono ormai passati.

Infatti constatavamo che c’è ancora qualcuno in sala che persegue gli insegnamenti degli anni ’80 e che appare un pò anacronistico.

Dall’altro lato la nuova frontiera che porta ai limiti delle possibilità l’abbraccio, la variazione sugli assi etc. ad un certo esaurirà le spinte innovative.

Mi pare difficile che questo tipo di tango avrà la forza per sopravvivere per vari motivi.
Il primo è che la musica su cui nasce, definita elettrotango o simile, non ha lo spessore e la profondità per sopravvivere al tempo di una moda.
I Gotan Project, sulla cui musica abbiamo tanto ballato, sembrano ormai passati molti altri faranno la stessa fine.

Voi mi direte che il tango Nuevo si può ballare anche su classici degli anni ’40 e ’50.

E’ perfettamente vero.
Ma per quanto il contrasto tra quella musica e questo nuovo tango abbia anche un certo valore estetico ( si lo ammetto mi piace) sempre di contrasto si tratta.

Si può dire allora che qualcosa nel Tango rimane e qualcosa passa.

Di volta in volta le innovazioni lasciano tracce più o meno evidenti su ciò che resta e quindi c’è un’evoluzione.

Io non credo a quelli che dicono che c’è solo un Tango-Tango.
Normalmente questi sono argentini di vecchia data.
Credo però che ci sono elementi che andranno ad aggiungersi ai differenti modi di ballare ed altri che non avranno nessuna importanza tra qualche anno.

Io spero che:

  • passi tutto ciò che stanca e non sono fisicamente
  • l’abbraccio si riavvicini perchè è più bello
  • il Tango stretto diventi più dinamico e si possa vedere in milonga qualcuno a cui copiare i passi
  • la gente alzi la testa quando balla e magari smetta di avere la faccia da tango o il sorriso ebete perchè gli è riuscito il passo
  • le donne smettano di abbracciarmi con la mano sinistra appoggiata al mio fianco
  • ognuno si sforzi (io per primo) di imparare il tango in Milonga e non solo di seguire pedissequamente  schemi e passi

Voi che ne pensate???

Cosa rimarrà e cosa passerà???

Daniele 

Evvivaaaaaaaaaa!!!

La Praline

In Internet si possono trovare dei bellissimi cortometraggi.

Oggi ve ne propongo uno invitandovi a guardarlo quando avrete a disposizione un quarto d’ora di tempo.


La Praline from Bianca Bodmer on Vimeo.
Daniele

Shiva


Shiva from Bertrand Avril on Vimeo.