Recentemente ho pubblicato nel sito:
INNOVATORI PA ”La rete per l’innovazione nella Pubblica Amministrazione Italiana”
un articolo sulla “realtà aumentata” e se può interessare a qualcuno il link è questo:
http://www.innovatoripa.it/posts/2010/02/930/futuro-prossimo-la-realt%C3%A0-aumentata
Daniele
La nonna che ho sempre sognato
Daniele
Lo scorso sabato in milonga guardavo la gente ballare.
Milonguero o Tango Nuevo, uno stile personale o la continua ripetizioni di passi appresi.
Il questi miei 5 anni di Tanguero in cui ho ballato, ma nemmeno tanto in confronto a molti amici, mi sono accorto che il tango ha subito dei cambiamenti.
Sono pochi 5 anni ma mi risulta evidente che chi prima voleva ballare un Tango più fantasioso sceglieva un certo tipo di abbraccio e di dinamica che adesso appaiono ormai passati.
Infatti constatavamo che c’è ancora qualcuno in sala che persegue gli insegnamenti degli anni ’80 e che appare un pò anacronistico.
Dall’altro lato la nuova frontiera che porta ai limiti delle possibilità l’abbraccio, la variazione sugli assi etc. ad un certo esaurirà le spinte innovative.
Mi pare difficile che questo tipo di tango avrà la forza per sopravvivere per vari motivi.
Il primo è che la musica su cui nasce, definita elettrotango o simile, non ha lo spessore e la profondità per sopravvivere al tempo di una moda.
I Gotan Project, sulla cui musica abbiamo tanto ballato, sembrano ormai passati molti altri faranno la stessa fine.
Voi mi direte che il tango Nuevo si può ballare anche su classici degli anni ’40 e ’50.
E’ perfettamente vero.
Ma per quanto il contrasto tra quella musica e questo nuovo tango abbia anche un certo valore estetico ( si lo ammetto mi piace) sempre di contrasto si tratta.
Si può dire allora che qualcosa nel Tango rimane e qualcosa passa.
Di volta in volta le innovazioni lasciano tracce più o meno evidenti su ciò che resta e quindi c’è un’evoluzione.
Io non credo a quelli che dicono che c’è solo un Tango-Tango.
Normalmente questi sono argentini di vecchia data.
Credo però che ci sono elementi che andranno ad aggiungersi ai differenti modi di ballare ed altri che non avranno nessuna importanza tra qualche anno.
Io spero che:
- passi tutto ciò che stanca e non sono fisicamente
- l’abbraccio si riavvicini perchè è più bello
- il Tango stretto diventi più dinamico e si possa vedere in milonga qualcuno a cui copiare i passi
- la gente alzi la testa quando balla e magari smetta di avere la faccia da tango o il sorriso ebete perchè gli è riuscito il passo
- le donne smettano di abbracciarmi con la mano sinistra appoggiata al mio fianco
- ognuno si sforzi (io per primo) di imparare il tango in Milonga e non solo di seguire pedissequamente schemi e passi
Voi che ne pensate???
Cosa rimarrà e cosa passerà???
Daniele