Dal film “Amici miei”, la famosa canzone “Oh, bucaiola”
Roberta
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Ieri sera, ascoltando la radio, mi sono imbattuto in una simpatica canzonetta che vi propongo anche perchè penso che potrebbe essere una gran bella Cortina. Pure il video non è male. Daniele Ho sognato che si ballava in una immensa distesa: nel nulla. Le note del Tango provenivano dal cielo e la gente ballava seguendo il ritmo imposto da un proprio metronomo molle. C’era chi ballava veloce e chi nemmeno si muoveva ma questi andamenti non erano costanti, dipendavano dall’umore dei metronomi molli. Il Tango tentava di dettar legge ma ognuno se ne andava per il proprio sentiero ritmico. Guardavo le coppie ballare che cessavano di essere corpi abbracciati per tramutarsi in capanne, busti di marmo, oggetti che trasformavano la milonga in una galleria di ricordi, senza soluzione di continuità, tornando a tramutarsi in caos danzante. C’erano uomini che accompagnavano delicatamente le loro compagne ed altri che le scuotevano come cassettiere nell’egoistico tentativo di far uscire il Tango che più bello non c’è. Fu durante un passo di giro vertiginoso, con ganchos e voleos, che dal corpo di una donna, ormai arresasi agli assalti del proprio compagno, si aprì una cassetto. Uscirono ceste. Mille ceste piene di pani e pesci che si moltiplicarono infinitamente. Io non resisto più e mi accascio in quel divano che mi accoglie con labbra sensuali. Il risveglio è una liberazione. Cari amici, credo che nemmeno il grande Freud mi possa aiutare. Anche il più grande esperto di smorfia sarebbe in imbarazzo nel consigliarmi i numeri da giocare al lotto.Cari amici qui c’è proprio bisogno… Clicca qui per continuare la lettura del post “Orhan Pamuk ha vinto il premio Nobel per la letteratura” silenzio OGNI ANNO SEMPRE LA STESSA STORIA
«Ho trascorso la mia vita ad Istanbul, sulla riva europea, nelle case che si affacciavano sull’altra riva, l’Asia. Stare vicino all’acqua, guardando la riva di fronte, l’altro continente, mi ricordava sempre il mio posto nel mondo, ed era un bene. E poi, un giorno, è stato costruito un ponte che collegava le due rive del Bosforo. Quando sono salito sul ponte e ho guardato il panorama, ho capito che era ancora meglio, ancora più bello di vedere le due rive assieme. Ho capito che il meglio era essere un ponte fra due rive. Rivolgersi alle due rive senza appartenere » Dopo aver ricevuto la notizia, non conoscendo l’autore (ahi, l’ignoranza), prima mi sono informato un pò in internet e poi sono corso a comprare il suo libro più importante che pare sia “NEVE”. Ma , dico io, in prossimità dell’assegnazione dei nobel, possibile che non ci sia una libreria che esponga in vetrina gli “appettibili”? Stessa identica cosa qualche giorno fa per i libri di Politkovskaja Anna Mannaggia Venexia!!! |
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