Discorso della Presidenta Cristina K.

Buenos Aires 18 Giugno 2008

Mi arrivano notizie preoccupanti da Buenos Aires. I lavoratori agricoli sono in rivolta perchè il Governo ha aumentato le tasse. Scendono in strada a protestare, bloccano le vie di comunicazione ormai da 90 giorni. Le Banche non concedono prestiti, il dollaro scende. Cristina Kirschner, la Presidenta, pare abbia sottovalutato  il problema e non si è pronunciata fino ad oggi. Alle ore 15 ora locale, cioè tra poco, Cristina K. parlerà al popolo argentino. E’ stata costretta a farlo perchè sembra che le cose degenerino. Cercherò di sentire il discorso via internet, magari alla radio.

Roberta, La Presidenta Vera!

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El lenguaje del tango (dedicato ad Ana Maria)

Buenos Aires 23 Aprile 2008

Tornata da Baires rimangono tanti bei ricordi, come i volti sorridenti di Nora , di Analia, di Virginia e tra tutti nitidissimo spicca quello di Ana Maria Shapira.
Quanto l’ho scrutato nel suo salotto! Cercando di capire se mentre ballavo con Daniele “andavamo” bene o male; mentre diceva “no, no, estas afuera de la musica!” “no te apure!”e circa ogni 10 minuti”arriba las costillas!”oppure ” pero no esto es otro paso chino!”.
Ana Maria ci ha catapultati nel suo mondo e ci ha avvolti nel suo speciale linguaggio,  un linguaggio ricco e complesso:quello della struttura della musica e quello ironico e vitale dei suoi giochi di parole assolutamente spontanei e degni di un linguista consumato.
Pertanto desidero stilare un breve sunto delle parole che in questo periodo la madrina di Tangoblivion ha disseminato tra Venezia (in occasione dello stage appena conluso) e Baires:
1 desaforada  es. “bailar como una desaforada” che traduco”ballare come una posseduta dal demonio”
2 estrafalario es. “no haga estrafalarios” che traduco” non fare pasticci”
3 estrambotico es. “esto es un poco estrambotico pero bien” che traduco”questo  è ben strambo ma ve lo faccio passare”
4 recular es “no recule” che traduco “non rinculi” ossia andare indietro di culo
5 retovar  che traduco indietreggiare sottrarsi ritirarsi

Le traduzioni sono molto libere e le correzioni bene accette sperando di non aver fatto una CHANCHA o CHANCHADA come ci ha insegnato a dire la nostra maestra davanti ad un cabaret di pasticcini !
Colgo l’occasione per mandare ad Ana i saluti affettuosi di tutti noi e speriamo di apprendere presto nuove parole del magnifico linguaggio del tango!

Sara

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Emergenza fumo a Buenos Aires

Buenos Aires 18 Aprile 2008

Ricevo e pubblico questa mail: 
“Cara Loredana [n.d.r. Loredana Rabellino, Responsabile Progetti Mais],
non so se i media italiani ne stanno parlando, ma in questi giorni quì stiamo vivendo una vera tragedia ecologica e oggi sembra il giorno peggiore.
In pratica sta succedendo questo: anche qui c’è la cattiva abitudine da parte dei contadini e degli allevatori di bruciare le stoppie dando fuoco ai campi. Per alcune circostanze meteorologiche sfavolevoli (alta pressione, assenza di vento e mancanza di pioggia) si è da diversi giorni formata una enorme cappa di spesso fumo nero che rimane sospeso a bassissima quota sopra la città di Buenos Aires e che da ieri si è estesa anche nel vicino Uruguay.
Con il concorso della nebbia ci sono stati tremendi incidenti stradali con decine di morti e adesso le autostrade e le principali strade statali che portano alla capitale sono interrotte perché la visuale è pessima.
Ci sono problemi anche per i voli, in tali condizioni non si può atterrare e gli aerei antincendio della protezione civile non possono operare per domare gli incendi. A questa mattina si calcola che stanno bruciando, ormai senza controllo, circa 700.000 ettari di terreno.
L’aria è irrespirabile, si deve stare dentro casa, però anche così il fumo è ovunque.
Le persone che soffrono d’asma e di problemi respiratori stanno impazzendo. Io per il momento sto bene anche se respiro con disagio. Per Viviana [n.d.r. Viviana Ledesma,  Referente del Progetto Mais Claypole - Argentina] è molto peggio perché soffre d’asma e perciò per lei la situazione è complicata.
Qui i telegiornali non parlano d’altro (pensa solo che non hanno detto ancora chi ha vinto le elezioni in Italia…!).
In pratica non si sta facendo niente, si spera che piova per poter risolvere il problema, però le previsioni per i prossimi giorni non annunciano la pioggia. Anche qui, come da noi, si spera sempre nella buona stella…
Ciao, Giulio”

Roberta

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Un saluto a tutti dalla nostra Graciela

Buenos Aires 10 Aprile 2008

Ho appena ricevuto una e-mail da Buenos Aires, il mittente è Graciela, in allegato ci invia questo collage in ricordo di una splendida Pasqua. Mi hachiesto di mandare un grosso abbraccio (e il suo è unico) a tutta l’associazione.

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Cuentos de Aires n.6

Buenos Aires 1 Aprile 2008

Primo novecento in salsa criolla e paseo japones.

La mattina di sabato e’ dedicata alla visita del MALBA (Museo di Arte Latinoamericana di Buenos Aires).

L’edificio, Avenida del Libertador, si trova vicino alla gigantesca rosa di acciaio collocata su un prato verde e dono di “non sappiamo ancora chi” alla citta’. Un meccanismo fotosensibile ne regola l’apertura e la chiusura, o meglio ne regolava. Il taxista ci spiega che qualche tempo fa si e’ rotta e dato che costa molto ripararla rimane aperta sempre “beh” dico io, “meno male che si e’ rotta mentre stava aperta !!!” seppur magra e’ sempre una consolazione. Di notte, brilla di luce rossa e risulta molto suggestiva.

L’edificio che ospita il Malba e’ uno dei pochi esempi di architettura moderna di qualita’ ed e’ considerato da tutti una perla della citta’.

In effetti, si tratta di un bellissimo museo, piacevole da visitare e molto funzionale.

Assomiglia al MACBA di Barcellona con un percorso verticale che offre una panoramica verso la parete vetrata e tre piani di spazi per le esposizioni temporanee e permanenti. A dire la verita’ questo ci piace di piu’.

Per quanto riguarda la collezione permanente la cosa che stupisce di piu’ e’ trovare un gran numero di opere che ripercorrono i percorsi artististici del primo novecento europeo con un sapore decisamente “criollo”. Ci sono i cubismi picassiani e le sperimentazioni futuriste, quadri che sembrano fatti da Depero in vacanza e via dicendo.

Fra i tanti artisti proposti ci attraggono quelli dell’artista Xul Solar, esponente della corrente neocriollista:

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Sembrano opere di Kandinsky, un pochino piu’ figurative e con personaggi indigeni.

All’ultimo piano un temporanea, ripercorre le tappe artistiche di un’autrice molto interessante: Tarsila Do Amaral

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Giudicate voi quale possa essere stato il suo riferimento in quest’opera che segna il punto piu’ alto della sua ricerca.

Poco piu’ in la’…

Immaginate un giardino giapponese nel cuore di Palermo, si entra e ci si ritrova accolti da ruscelli che scorrono sotto ponti di legno rosso, sassi scultorei, angoli di vuoto , una campana gong e tante tante trote giganti che ingurgitano il cibo offerto a profusione da bambini festanti.

Daniele teme che cada in acqua e venga a mia volta divorata dai pescioni.

Sulle sponde si affacciano anatre giapponesi super palmate che reclamano la loro razione di cibo, Daniele fa amicizia con la piu’ bella, chiaramente!

All’ultimo piano di un padiglione si svolge un saggio di aikido, ci fermiamo a guardare, Daniele dice che assomiglia al tango, sara’… in effetti pero’ non ha tutti i torti.

Infatti si lavora sempre in coppia e si usa l’energia dell’altro, si lotta ma si danza anche un poco e la filosofia alla base dei movimenti ha vari punti di contatto con il nostro ballo preferito! Bellissime due bimbe di 5 anni mentre maneggiano il bastone con grande concentrazione.

Conclusione:

la bella giornata si conclude in una casa accogliente e piena di amici a Villa Urquiza, siamo a cena da Juan, che ci nutre con paella e pane sfornato dalle sue mani. La compagnia, tutta di milongueri verdaderi, fa un gran casotto che culmina in un karaoke meglio definibile come cantata ad oltranza per circa 3 ore in cui anche Daniele fa la sua parte e tiene alto il nome della canzone italiana con traduzione simultanea.

Il culmine si raggiunge quando chiediamo un Tango. Si tratta di Nostalgia dal testo triste e struggente.

Il proggramma di karaoke ad ogni verso della canzone propone in video delle foto. Si tratta di paesaggi turistici, residence balneari e via dicendo.

Nel momento in cui passa il verso con la parola ANGUSTIA appare foto famigliare sul bagnasciuga con babbo panzuto che attende pargoli costruttori di castelli di sabbia.

Verso successivo: NOSTALGIA con assembramento di teneri pupazzi di pelouche.

Risate a volonta’ !!! e proposta di inserire cotanta arte contemporanea nel Malba.

Abrazos da Sara e Daniele

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Cuentos de Aires n.5

Buenos Aires 27 Marzo 2008

Fuga di Tango, raffronti e morale finale.

Chiedo pubblicamente scusa a Sara.

Avevo visto la pubblicita’ di un corso su un passo che mi interessava. Pareva una classe di tecnica che finalmente mi avrebbe svelato i segreti di questo passo. Non svelero’ di che passo si tratta, nessun nome e luogo, solo la nostra avventura.

Un pomeriggio a Buenos Aires aspettando la classe in questione. La presenza di molti stranieri in attesa della lezione  avrebbe dovuto gia’ insospettirmi ma, ottimista come sono, non mi preoccupo.

Entriamo nella sala e il ”Maestro” ci invita a ballare qualche Tango per riscaldarci.

Abbraccio intimamente Sara ma noto che tutto intorno a noi gli abbracci sono molto piu’ larghi. La musica e’ da show e cominciano le piroette. Niente di male se a farle sono ballerini talentuosi, un po’ meno se sono principianti con un bagaglio tanguero fatto di passi assai fantasiosi ma non ancora molto affinati.

Cominciamo a sentirci un po’ in imbarazzo ma andiamo avanti.

Cambio di coppie.

Abbandono Sara nelle mani di un americano che avevo visto ballare con compagna e nemmeno mi sembrava male. Non avevo considerato il fatto che le sequenze che eseguivano le avevano imparate assieme senza necessita’ di marcas adeguate.

Mi metto in un angolo e scruto.

I partecipanti al corso sono in evidente stato di sovraeccitazione. Concentarti piu’ nel passo che stanno cercando di ricordare che nel senso di quello che stanno facendo.

Il rispetto degli altri ballerini passa in secondo piano rispetto alla loro realizzazione prestazionale.

Sara e’ in evidente difficolta’. Il tipo non segna i passi ma si aspetta che lei li esegua ugualmente. Si tratta di passi assai coreografici.

Da vedere sembra una ronda di Kung Fu: mi inquieto ma resisto.

Il Tango si conclude, Sara si avvicina avvilita ma la incito a resistere.

Il “Maestro” inizia la lezione.

Mi aspetto che ci sveli i misteri di questo passo attraverso un serie di esercizi di equilibrio e postura, sincronizzazione di gambe e braccia invece il “Maestro” propone subito una sequenza allucinante.

Piroette da frullatore a velocita’ massima con “sguaratada” della povera ballerina da record di lancio del martello.

La sequenza si conclude con una ciliegina sulla torta. La ballerina che cercando di seguire il “Maestro” stava per cadere deve anche sopportare il suo commento: ” e meno male che stai ballando con un Maestro!!!”.

Sara ed Io ci guardiamo basiti. La mia mano destra si pone orrizontale, mentre la sinistra le batte sul palmo in verticale: e’ un segnale di fuga.

Aspettiamo che le vittime del “Maestro” si accoppino per generare incidenti umani e rapidamente tagliamo la corda.

Due semplici considerazioni.

1) se un “Maestro” propone una sequenza di evidente grado di difficolta’ ci si aspetta che sappia farla bene, almeno lui.

2) la sequenza che si propone deve essere a livello dei partecipanti che seguono il corso.

Se mancano queste due semplici condizioni l’ora di corso puo’ trasformarsi in un inferno.

Consolazione

Usciti dalla scuola siamo andati alla Milonga Sentimental y Coqueta a Maipu’ 444.

Clima piacevolissimo, buon livello di Tango. Finalmente Sara soddisfatta dopo un tanda con signore che oltre al ballo le offre i suoi modi affettuosi e gentili.

Raffrontando

In questi giorni stiamo seguendo le lezioni di gruppo di una MAESTRA.

Si tratta di una vera professionista con un metodo efficace e con un grande approfondimento tecnico.

Si avvale di collaboratori che la aiutano nel preparazione fisica propedeutica  e nelle altre fasi della lezione.

I partecipanti al corso sono in grande maggioranza argentini, gente che segue la ronda durante gli esercizi proponendosi in maniera gentile e pacata.

E’ evidente la differenza di qualita’ tra il “Maestro” e la MAESTRA, anche se quest’ultima offre le lezione ad un prezzo piu’ basso.

Da queste nostre esperienze vorremmo proporre una riflessione:

“ogni maestro ha gli allievi che si merita”.

voi che ne pensate?

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Cuentos de Aires n.4

Buenos Aires 25 Marzo 2008

Accenni di esperienze vissute ed infine un consiglio di lettura.

Sabato 22, vigilia di Pasqua e’ stata una giornata intensa ed emozionante.

Dalle 15 alle 19, ho affidato Sara agli artigli della Negra (Graciela Gonzales) per uno stage di tecnica femminile.

Mentre la mia dolce moglie apprendeva l’arte leonina del Tango, parafrasando alcuni dettami della Maestra, io mi sono intrattenuto con gentile signora in gossip milonguero di prima qualita’. Mi sono fatto spiegare tutte le vicende piu’ calienti ed ora ho un bagaglio di notizie che dispensero’, su appuntamento, al mio ritorno a Venezia.

Lo stage della Gonzales e’ molto interessante. Trasmette l’energia che la contraddistingue e offre immagini efficaci per spiegare dinamiche e strutture del ballo.

Giusto il tempo di far infilare le scarpe a Sara e ci catapultiamo al Centro Culturale Borges dove e’ in programma la Missa Criolla di Ariel Ramirez, giusto per stare in tema con la festivita’.

Prima e dopo l’esecuzione della Missa ci sono state offerte delle chacarere e delle zambe ma il pezzo che ci ha sorpreso di piu’ e’ stato sicuramente un Gato eseguito con coro a cappella.

Ed infine un consiglio di lettura con morale finale.

Ci accompagna, oramai da una settimana, un bel libro di racconti macabri illustrati da Edward Gorey.

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Tra i racconti, The Blue Aspic narra la storia di una ballerina, interamente consegnata, anima e corpo, alla danza. Otterra’ grandi successi ma la sua vita privata sara’ segnata da solitudine e sacrificio fino al quello estremo.

Un monito a perseguire, anche nel Tango, i piu’ alti livelli senza negarsi il piacere del divertimento.

Abrazo da Sara e Daniele

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Cuentos de Aires n.3

Buenos Aires 21 Marzo 2008

Giovedi’ sera ore 21.30: classe con Graciela Gonzales e Parejita al Nino Bien, a seguire milonga.

Densita’ di ballerini pari a 10 in un metro quadrato. Ballare e’ assai arduo. Del resto venerdi’ comincia il ponte festivo di Pasqua e quindi afflusso e’ extra-ordinario.

Sara pensa di ballare con me , ma le barride arrivano da tutte le parti.

Pare un girone dell’inferno dantesco: quello dei “Tangheromani” obbligati a pemanere in una pista senza potersi muovere e prendendo un sacco di botte.

C’e’ un iguana nella giungla milonguera

La milonga e’ una passerella di umanita’ varia tra cui spiccano i “tombeur de femme” ultrasettantenni con immancabile capello tinto e abito due taglie piu’ grandi.

Apriamo un piccola parentesi dicendo che Sara ed Io non avevamo mai visto, prima ad ora, tanta offerta di tinture per capelli da uomo nelle profumerie e farmacie. E’ interessante anche la gamma di colore disponibile: dal viola melanzana al giallo pannocchia.

Ad un certo punto della serata Sara assume un’espressione schifata. Subito le chiedo a cosa sia dovuta tale reazione e lei mi mostra un tipo che sta leccando la guancia della sua ballerina mentre balla. E’ un’immagine da film di zombie firmato John  Carpenter. La ballerina pero’ si lascia fare.

Io penso che, a parte l’orrorosita’ del gesto,  ha distrutto il duro lavoro di maquillaje della donna per prepararsi al ballo. Forse il nuovo mascara ha delle essenze appettitose !!!

L’iguana milonguera si ripete con altra donna la tanda successiva.

Specie animale da proteggere o da rinchiudere? e dove ???

Per fortuna qualcosa di bello.

Una serata cosi’, per essere allietata, ha bisogno dell’afflusso di parecchia energia positiva.

Quella che porta Juan quando arriva. Si scartano i regalini di Rosanna facendo grande casotto. Un misto di emozione ed allegria che ci aiuta ad affrontare gli ultimi tanghi con la solita leggerezza, ematomi compresi.

La scelta di Juan.

Come molti di voi sapranno, quando si balla in pista la ronda non si attiva alla prima nota del Tango. Devono passare anche dei minuti prima che le coppie finiscano di chiaccherare decidendosi di ballare.

Cosa si diranno tutte queste persone??? e un mistero!!! il risultato pero’ e’ un bailamme incredibile.

Anche chi non ha voglia di parlare deve aspettare i chiaccheratori. Ma se non si ha voglia di farlo come si puo’ risolvere l’empasse ?

Juan propone una tattica che ha sperimentato da lungo tempo: finge di non parlare lo spagnolo, magari confessa di essere tedesco e facendo cosi’ sfugge l’obbligo di chiacchera che risulterebbe imbarazzante.

Un piccola bugia che salva anche le donne.

Un abbraccio da Sara e Daniele. 

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