Fuga di Tango, raffronti e morale finale.
Chiedo pubblicamente scusa a Sara.
Avevo visto la pubblicita’ di un corso su un passo che mi interessava. Pareva una classe di tecnica che finalmente mi avrebbe svelato i segreti di questo passo. Non svelero’ di che passo si tratta, nessun nome e luogo, solo la nostra avventura.
Un pomeriggio a Buenos Aires aspettando la classe in questione. La presenza di molti stranieri in attesa della lezione avrebbe dovuto gia’ insospettirmi ma, ottimista come sono, non mi preoccupo.
Entriamo nella sala e il ”Maestro” ci invita a ballare qualche Tango per riscaldarci.
Abbraccio intimamente Sara ma noto che tutto intorno a noi gli abbracci sono molto piu’ larghi. La musica e’ da show e cominciano le piroette. Niente di male se a farle sono ballerini talentuosi, un po’ meno se sono principianti con un bagaglio tanguero fatto di passi assai fantasiosi ma non ancora molto affinati.
Cominciamo a sentirci un po’ in imbarazzo ma andiamo avanti.
Cambio di coppie.
Abbandono Sara nelle mani di un americano che avevo visto ballare con compagna e nemmeno mi sembrava male. Non avevo considerato il fatto che le sequenze che eseguivano le avevano imparate assieme senza necessita’ di marcas adeguate.
Mi metto in un angolo e scruto.
I partecipanti al corso sono in evidente stato di sovraeccitazione. Concentarti piu’ nel passo che stanno cercando di ricordare che nel senso di quello che stanno facendo.
Il rispetto degli altri ballerini passa in secondo piano rispetto alla loro realizzazione prestazionale.
Sara e’ in evidente difficolta’. Il tipo non segna i passi ma si aspetta che lei li esegua ugualmente. Si tratta di passi assai coreografici.
Da vedere sembra una ronda di Kung Fu: mi inquieto ma resisto.
Il Tango si conclude, Sara si avvicina avvilita ma la incito a resistere.
Il “Maestro” inizia la lezione.
Mi aspetto che ci sveli i misteri di questo passo attraverso un serie di esercizi di equilibrio e postura, sincronizzazione di gambe e braccia invece il “Maestro” propone subito una sequenza allucinante.
Piroette da frullatore a velocita’ massima con “sguaratada” della povera ballerina da record di lancio del martello.
La sequenza si conclude con una ciliegina sulla torta. La ballerina che cercando di seguire il “Maestro” stava per cadere deve anche sopportare il suo commento: ” e meno male che stai ballando con un Maestro!!!”.
Sara ed Io ci guardiamo basiti. La mia mano destra si pone orrizontale, mentre la sinistra le batte sul palmo in verticale: e’ un segnale di fuga.
Aspettiamo che le vittime del “Maestro” si accoppino per generare incidenti umani e rapidamente tagliamo la corda.
Due semplici considerazioni.
1) se un “Maestro” propone una sequenza di evidente grado di difficolta’ ci si aspetta che sappia farla bene, almeno lui.
2) la sequenza che si propone deve essere a livello dei partecipanti che seguono il corso.
Se mancano queste due semplici condizioni l’ora di corso puo’ trasformarsi in un inferno.
Consolazione
Usciti dalla scuola siamo andati alla Milonga Sentimental y Coqueta a Maipu’ 444.
Clima piacevolissimo, buon livello di Tango. Finalmente Sara soddisfatta dopo un tanda con signore che oltre al ballo le offre i suoi modi affettuosi e gentili.
Raffrontando
In questi giorni stiamo seguendo le lezioni di gruppo di una MAESTRA.
Si tratta di una vera professionista con un metodo efficace e con un grande approfondimento tecnico.
Si avvale di collaboratori che la aiutano nel preparazione fisica propedeutica e nelle altre fasi della lezione.
I partecipanti al corso sono in grande maggioranza argentini, gente che segue la ronda durante gli esercizi proponendosi in maniera gentile e pacata.
E’ evidente la differenza di qualita’ tra il “Maestro” e la MAESTRA, anche se quest’ultima offre le lezione ad un prezzo piu’ basso.
Da queste nostre esperienze vorremmo proporre una riflessione:
“ogni maestro ha gli allievi che si merita”.
voi che ne pensate?