Devo dire che: tra venerdì all’Amusement e sabato al Contatto abbiamo trascorso due serate di milonga veramente piacevoli. Abbiamo conosciuto due nuovi amici: Yamila e Daniel. Tornando a casa abbiamo visto una splendida alba. Insomma tutte cose fantastiche……
Ma ho ancora in mente una domanda che mi è sorta proprio mentre ballavo: da quando gli uomini chiudono gli occhi mentre ballano? Qualcuno vi ha spiegato che siamo noi quelli che guidano e che si segue la ronda? Credo che per essere “avvolti nell’abbraccio e formare una unica entità con la donna che si ha di fronte” non sia necessario chiudere gli occhi, nè ostentare espressioni (versione paralisi o nuoto sincronizzato) che dimostrino il nostro stato di estasi! Ricordatevi che lei non vi vede mentre balla (por suerte!) ma ascolta il vostro corpo.
Claudio
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Veramente due serate con un vero protagonista…Il Tango! Mi associo al nostro Claudio nonchè Troesma per tutti noi! Si chiudere gli occhi quando si è “al volante” è pericoloso…lo dice anche il codice della strada!
Colgo l’occasione del nuovo post per una riflessione, totalmente personale ma che riguarda questa splendida musica che ci accompagna spesso ( a volte sempre). Osservavo, in queste mie tre sere di milonga ballare alcuni maestri, noti più o meno, andava una tanda di un’orchestra da me amatissima e più particolarmente un pezzo che per la sua singolarità è malinconico con testi al limite della diperazione: Tormenta le cui letras sono del grande E.S.Discepolo. Ora, i maestroni in questione non sono italiani, parlano benissimo il castellano e se anche fossero miei paesani, in quanto sedicenti maestri Dovrebbero, DOVREBBERO conoscere Discepolo e almeno i suoi testi più famosi…perchè distruggere con interpretazioni al limite dell’acrobatico, in performance tipo aikido una poesia purtroppo così vera? Come si può pensare ad accompagnare una ballerina sulla pista senza nemmeno rendersi conto che forse si sta profanando un’opera d’arte? Potremmo ballare il Lago dei cigni con le movenze di una tarantella? Forse…ma allora non dovremmo dichiararci MAESTRI! Invito chi ne avesse voglia a leggersi questa letras e rendersi conto della pirlata (oppsss scusate il milanese!) a cui abbiamo assistito non più tardi di 48 ore fa…
http://www.todotango.com/spanish/las_obras/letra.aspx?idletra=477
Michele
non sono tra i colpevoli di queste due serate… però per brevi istanti… la tentazione di chiudere gli occhi mi ha assalito…
non giustifico questa pratica… solo capisco dove nasce….
comunque sottoscrivo… non si guida ad occhi chiusi
molto interessanti le due filosofie tratteggiate da Claudio e Michele (Sottocasa suppongo)
credo che un uomo si renda conto solo in parte di quanto la donna arrivi ad ascoltare il nostro corpo nel ballo…
interpretazione anche seguendo il senso delle parole cantate… ammirevole anche solo averlo pensato… io passo per il momento ^___^
Lo spunto proposto da Michele è interessante
Io ho pensato che i testi dei tanghi non sono sempre pieni di romanticismo, quindi potrebbe essere rischioso “ballare le parole”.
. Naturalemente, sto scherzando..:-)
Le “letras de tango” sono piene di tradimenti e vendette; e che fai? ammazzi la ballerina con una pugnalata?
Non so quante persone ascoltino il testo mentre ballano. Io, per esempio, non lo faccio, ma solo perchè non riesco a seguire la trama della canzone e contemporaneamente ballare la musica.
Avete conosciuto Yami e Daniel!!!…Evviva!!!
Avete conosciuto Yami e Daniel!!!…Evviva!!!
Ho partecipato a molte lezioni di Yamila…è davvero brava…
Saper esprimere se stessi e saper ascoltare: questo mi hanno insegnato i veri, grandi, maestri di tango che ho conosciuto da quando mi sono accostato a questa forma d’arte popolare. Saper ascoltare me stesso e l’altra persona; saper ascoltare insieme tutte le persone che stanno ballando nello stesso istante. Saper esprimere quello che la musica detta nel rispetto di regole di comunicazione che rendano la frase musicale chiara e, insieme, poetica. Troppo spesso, invece, pensiamo che ballare il tango sia come una sorta di “parlarsi addosso”, posando con atteggiamenti esteriori fatui e recitando con movimenti eccessivi fatti più per compiacersi che per esprimersi e ascoltare.
Il “compas”, la “circulation en la pista”, sono la grammatica del tango; l’abbraccio e il sentimento sono le sfumature soggettive. L’unione di questi quattro elementi (gli elementi tangueri) crea quella magia corale di cui parlava Claudio. Un tango fuori ritmo; un tango ballato sul posto senza preoccuparsi della pista; un abbraccio modaiolo che lega il movimento e un’espressione simil-orgasmica autocompiaciuta, per me, non sono fattori rilevanti.
Quanto a Yamila… sabato non ha mai potuto smettere di ballare
Bè, ma lei è felice di ballare…lo fa da quando aveva 5 anni!!!
Penso che dipenda anche da quali sono gli uomini che la invitano!!!!! Per questo week-end è riuscita a preservare la sua schiena!!!!
Volevo dire che, “quel tango” per le sue particolarità nei testi, mi spiace vederlo ridicolizzato, tanto più se chi lo fa è un insegnante il quale dovrebbe rispettare innanzi tutto l’arte che gli permette di vivere. Ci sono molti pezzi adattabili a centrifughe e scampanamenti laterali…e poi…ma se si chiama Tango Nuevo perchè ballarlo sui tanghi vecchi??? Forse il profondo conoscitore di cotanta arte dovrebbe adattare il suo stile ai ritmi. Ribadisco la mia osservazione lungi dall’indicare tutti coloro che “Maestri” non sono!!! Ecco perchè voglio bene alla mia associazione!!!
Besos