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Alfredo Kraus ne “El dia que me quieras”.

Cari amici vi proponiamo un video che fu commentato parecchio tempo fa alla radio da quei due volponi irreverenti della leggendaria trasmissione LA BARCACCIA, ossia  il Suozzo – Stinchelli duo.
La presentazione dei due fu davvero esilarante, e credo che non riuscirò ad eguagliarli,anche perchè hanno un modo tutto loro di essere seri e faceti al tempo stesso.
Ora veniamo al video: “El dia que me quiera” viene qui interpretato dal grandissimo Alfredo Kraus, siamo in Cile, nel teatro della capitale, occasione di gran gala nel 1992.
Questo tango struggente che la voce di Carlos Gardel rese famoso colpisce ancora, infatti Kraus ad un certo punto si commuove, inizia a piangere, si abbraccia con il direttore d’orchestra che cerca di confortarlo, tira fuori il fazzoletto e quindi abbandona la scena, l’emozione è troppo forte , non può più continuare.
Tutto sarebbe molto commovente se non fosse che i due presentatori,all’epoca, fecero un preambolo riguardante il pianto, l’idea era più o meno che oggi giorno si può piangere dappertutto, tanto che in Cina avrebbero aperto dei bar dove la gente può andare e anzichè bersi una birra piangere in santa pace.Così qui piangono tutti, anche i vari sosia di Gardel sparsi tra il pubblico.E chissà cosa direbbe Gardel vedendo che fa piangere tutti!
Alla fine altro che pianto! Ridevo e ridevo, forse che talvolta il molto struggente possa risultare comico? Forse che sono un’insensibile rozzona? Povero Kraus!
A questo punto vi lascio alla visione-ascolto del video e fateci sapere se “El dia que me quiera” ha colpito anche voi!
Colgo l’occasione per ringraziare i due volponi di cui sopra per averci fatto scoprire questa bella perla tanguera.

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Sara

About Daniele

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Uno dei membri fondatori dell'Associazione Tangoblivion. Affianca il maestro Claudio Ruberti nei corsi di Tango e si occupa del sito web e della grafica di Tangoblivion assieme alla moglie Sara Ghezzo

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3 comments to Alfredo Kraus ne “El dia que me quieras”.

  • Elio

    Fai bene a riderne…
    avessi saputo il lutto (e il futuro lutto) che avevano colpito un animo tanto nobile quanto maestosa era la sua bravura, al posto suo ti saresti suicidata dal dolore…
    Altro che affrontare la scena e il pubblico in queste condizioni!!!

  • rosanna

    guardando il video ho provato un profondo rispetto per le lacrime di Kraus. E’ molto dificile che un maschio si commuova pubblicamente senza nascondere questo tipo di emozione ritenuta prettamente femminile

  • Daniele

    Per chi non avesse capito il commento di Elio.
    Pochi giorni prima del concerto morì la madre di Alfredo Kraus e poi pare che sia stata la prima volta che mancava la moglie alla quale era stato diagnosticato un brutto male.
    La moglie però morì 5 anni dopo.

    Elio ci riporta al rispetto delle emozioni del grande tenore.

    Io però vorrei aggiungere una cosa che più che le lacrime del Kraus mi aveva sconvolto e infastidito ma che avevo tralasciato perchè comunque l’intento di Sara, al di là dei facili rimproveri, era quello di riuscir a ridere su un’aspetto che porta solo a commiserazione.

    Sara non può essere tacciata di insensibilità da nessuno che la conosca veramente.
    Ti invito pertanto a far la sua conoscenza.

    Il concerto si svolge nel 1992 in Cile, nonostante il referendum e le nuove elezioni gli odiosi crimini nei confronti di chi si oppone alla dittatura continuano. Pinochet diventa ministro e poi senatore a vita e vengono varate leggi per eliminare qualsiasi condanna verso i criminali di stato.

    Quello che Sara, forse con un pò ingenuità, scrive diventa nulla nei confronti del paradosso grottesco di un pubblico di personalità politiche e economiche che si emoziona , giustamente, per una persona mentre fuori dal teatro si consuma ancora una delle tragedie più inaudite del 20esimo secolo.