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Mariano Chicho Frumboli y Milena Plebs

Marzo 2005 un’esibizione improvvisata Frumboli-Plebs. 

Anche se questo modo di ballare non è proprio nelle mie corde, non posso non render merito a questi due protagonisti, che a differenza di tanti che si propongono in questo periodo, hanno veramente dato un contributo grandissimo al Tango in termini di stile e originalità.

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Daniele

About Daniele

Daniele ha scritto 643 articoli in quessto blog.

Uno dei membri fondatori dell'Associazione Tangoblivion. Affianca il maestro Claudio Ruberti nei corsi di Tango e si occupa del sito web e della grafica di Tangoblivion assieme alla moglie Sara Ghezzo

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10 comments to Mariano Chicho Frumboli y Milena Plebs

  • Calidad y buen gusto, sobrio, ajustado y perfecto!

  • Michele

    Io il Frumbolo l’ho visto, ne vale la pena davvero, anche se non riesco a recepire il Suo messaggio tanghero. Mi pare comunque che si diverta e balla, balla tanto anche oltre l’esibizione, in milonga intendo. Saluti a tutti!!!

  • Roberta

    Anch’io l’ho visto. Lo stile non mi piace, però non si può negare che lui sappia quel che fa. Balla con cognizione :-)

  • marina

    il tango mi prende moltissimo e spero
    si imparare a ballarlo presto

  • marino

    In realtà, il tango progredisce, non è fermo a quello dei personaggi che qui illustrate ampiamente. Riconosco l’importanza dei grandi e vecchi maestri e li rispetto profondamente. Ma credo che fermarsi cocciutamente a questo stile, sia anche un po’ non voler riconoscere che pure il tango, tra mille contraddizioni, è sempre in movimento. Riconosco che guardando i video di Osvaldo y Coca per esempio, più che ammirazione, provo tenerezza per due persone dolcissime,ma che ormai sono la storia passata del tango stesso. Da tenere perciò a considerazione, ma non da immortalare come vera essenza di un tango che ormai, non esiste più.

  • AnnaLaDj

    Marino, condivido il tuo pensiero, ma non sono affatto d’accordo sull’ultima frase. Non c’è nulla che non esista piu’. Tutto convive.

  • TangOblivion

    Grazie Marino per il tuo commento che mi consente di far chiarezza sui contenuti del blog.

    Ormai il Tango in Italia si è affermato sia in termini di qualità che di quantità.

    Si comincia a capire che il Tango è fatto da tanti modi (non mi piace il termine stile) di interpretare la musica, di stare in una sala con tanti altri ballerini e di “comunicare”.

    Proprio per questo l’Associazione ha fatto una scelta precisa, ma non limitativa, di approfondire il Milonguero per evitare che l’entusiasmo per tante cose diverse si trasformasse in un caos nel momento di ballare.

    E’ stata una scelta precisa che può far storcere il naso a chi vede il tango come qualcosa da perseguire in tutte le sue direzioni.
    Questo tipo di esperienza è stata già fatta agli arbori dell’Associazione. Fu bella ed interessante a suo tempo ma anche un pò “inconcludente”.

    Quando sento di persone che ballano ormai da anni e per le quali è indifferente fare uno stage con un maestro piuttosto che con un altro, anche se insegnano completamente antitetiche, mi viene un pò il dubbio sul fatto che si sia capito che il Tango è fatto di differenze da “perseguire e sviluppare” piuttosto che da un “minestrone senza struttura”.

    Una scuola a nostro avviso deve fare una scelta. Chi la segue decide di affidarsi per imparare “qualcosa secondo un principio” e non tutto secondo tutti i principi. Questo lo potrà fare il singolo secondo il suo personale percorso.

    Il Blog non è quindi più un sito “generalistico” di Tango, come fu in passato, ma uno spazio del “Milonguero” secondo l’accezione più aperta ed “espandibile”.
    Altri siti hanno fatto altre scelte e questo consente di creare differenze e maggiori approfondimenti nel complesso.

    Per quanto riguarda il Tango di Osvaldo e Coca non è mia intenzione inserire le loro esibizioni perchè mi fanno tenerezza ma perchè credo che le loro invenzioni e il modo di “stare sulla musica” siano molto più suggestive ed interessanti di tante mirabolanti esibizioni.

    Daniele

  • Michele

    Non mi pare che siano sbiadite opere classiche nella pittura,nela scultura,nella musica o letterarie…ce ne sono solo di più recenti o nuove! Possono più o meno emozionare,alcune appartenendo al passato rispecchiano brillantemente il presente…oggi come ieri. Per me il tango è un’abbraccio che unisce la gente, ma come faccio ad abbracciarti se stai lontano? Lascio i virtuosismi a chi ha già imparato ad abbracciare….
    Saluti, Michele.

  • Claudio

    Trovo che la risposta di Daniele sia più che chiara ed esplicativa.
    Voglio solo aggiungere una piccola precisazione: io ballo da 16 anni e sono passato attraverso molte esperienze di studio e approfondimento del tango; per migliorare la postura, i pivot, ecc. mi sono iscritto ad una scuola di danza classica, per poter stare su un palcoscenico ho ballato anche 8 ore al giorno.
    Dopo tutte queste esperienze ho scoperto la bellezza pura di uno stile completamente diverso, evidentemente è diventato più alternetivo proprio lo stile iniziale. Ti confesso, inoltre, che se le grandi innovazioni apportate dai nuovi stili creano quello che continuo a vedere nelle nostre milonghe, preferisco diventare un “cocciuto” difensore dello stile milonguero.
    A questo proposito, vorrei dire che in realtà non è “uno stile che non esiste più”, forse non sai che in tutta Europa ci sono persone che si impegnano per portare avanti la tradizione di questo modo di ballare. Mi sto impegnando da anni per portare avanti quelli che sono gli insegnamenti di Ana Maria Schapira, trovo che l’aver conosciuto questa preparatissima maestra sia stata una grande fortuna e mi sento onorato di aver potuto iniziare una così forte esperienza di trasferimento della sua didattica.
    Chiaramente il mio stile sarà leggermente diverso dal suo ma i fondamenti sono gli stessi e a quanto pare non annoiano tutti i giovanissimi che vengono a lezione. Probabilmente, come in tutte le esperienze di vita, non siamo tutti uguali e ognuno trova quello che cerca seguendo percorsi diversi.
    Buon tango a tutti, milongueri e non!

  • Roberta

    Non ho preclusione di sorta rispetto ai diversi stli di tango, purchè siano ben ballati e questo, ahimè, si vede di rado. La scelta di studiare lo stile milonguero non mi impedisce di apprezzare Frumboli o Pablo e Dana. Tutti gli stili coesistono, come dice Anna. Il tango è energia e l’energia non si esaurisce mai, ma si trasforma. L’unica cosa importante, a mio avviso, è cercare di ballare correttamente, indipendentemente dallo stile che scegliamo. Dare coerenza al nostro tango e ballarlo insieme, cioè con il/ la partner, ma anche con le altre coppie che affollano la pista. Nuevo o milonguero, il tango è, prima di tutto, un fenomeno sociale, non individuale.