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Il Tango è buddista?

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Diverso tempo fa lessi un libro che aveva preso in prestito Daniele: “Lasciarsi andare per non andare in pezzi” di Mark Epstein, psicoterapeuta e meditante buddista in New York.

Il libro, riassunto brevemente, sottolinea gli aspetti della concezione occidentale dell’Io e li confronta con quelli che stanno alla base della meditazione buddista.

Subito mi è venuto spontaneo paragonare la teoria buddista e la pratica del Tango. Chi si accinge ad una meditazione si mette in ascolto. Ascolta senza paura il proprio Vuoto e riesce a trasformarlo in un ponte verso l’Altro (mi scuso con gli esperti per le mie semplificazioni estreme). Così ho pensato all’abbraccio, al quel Vuoto che si percepisce  quando ci si pone in ascolto e all’incontro con quell’Altro che ci sta difronte e ci stringe tra le braccia.

Cari amici è molto molto strano eppure mi sa che il Tango è buddista !!! 

Voi cosa ne dite?

Sara

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5 comments to Il Tango è buddista?

  • Roberta

    Nella mia esperienza ho constatato che l’assenza totale di pensiero aiuta a ballare meglio, ad affinare la sensibilita’ e l’ascolto dell’altro.

    :-)

  • marcogalliz

    Il concetto di “io” è totalmente assente dalla mistica e dalla filosofia buddhiste. Il Buddha parlava, infatti, di ANATMAN, ossia di “non-sé” come obiettivo spirituale da raggiungere per chi voglia spezzare il velo delle illusioni. Occorre cogliere, quindi, il fluire, che scioglie i confini dell’ego, permettendo di comprendere la sostanziale interdipendenza di tutto nel tutto, se si vuole superare la verità del dolore. In questo senso, il tango è buddhista, perché la coppia, quando balla veramente, scioglie le due individualità in un’unità superiore. Tuttavia, credo che raggiungere questa compattezza sia più un’utopia che una reale possibilità. Potremmo forse parlare di un tango ideale, di un’idea perfetta del tango, di cui, platonicamente, noi, in milonga, siamo una copia sbiadita. Nel contempo, però, anche se non si riesce quasi mai a raggiungere un’intesa perfetta, il tango permette di crescere nell’ascolto profondo di sé e della persona con cui si sta ballando, consentendo, di tanto in tanto, esperienze indicibili, semplici, autentiche e in grado di riconciliarci con l vita. W il tango

  • Michele

    Concordo, per me è buddista…anche perchè spesso dobbiamo essere compassionevoli in milonga!!!

  • Stefania

    …con certi terroristi della ronda mi sento a volte più vicina all’esperienza dei kamikaze islamici…altro che illuminazione buddista 

  • E ravvisarvi elementi di induismo per certi modi da elefanti che si osservano in certune milonghe (Ganesha, il dio elefante)? E che dire del vorticoso girare in tondo di certuni al modo dei dervisci rotanti? E’ vero. Il tango è una religione. Oriamo fratres. Che la milonga sia con voi e (non) vi dia pace.

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