La nostra Ana Dj, commentando un post precedente, mi stimola ad approfondire un argomento che mi interessa molto, soprattutto in questo mio periodo di “evoluzione tanguera”.
Ci sono ballerini impeccabili dal punto di vista tecnico e nel modo di interpretare la musica (vedi Javier e Geraldine etc..). Ce ne sono altri che fanno della tecnica il loro punto di forza ma che dopo pochi secondi mi annoiano.
Infine ci sono quelli, molto spesso vecchi milongueri, che si sono formati solo in pista e che, a fronte di una non impeccabile tecnica, dimostrano una grande ricchezza di sensibilità musicale e una evidente capacità di condurre la bailarina in 3 minuti di grande piacere.
Ora, la tecnica è una componente a disposizione di tutti, sempre che si incontri il maestro giusto.
La capacità di creare un tango che non stanca anzi stimola nell’intimo l’osservatore, oltre che gli stessi ballerini, è una caratteristica che può anche essere insegnata, ma solo in parte, il resto lo fa la propria sensibilità personale e tante, tante ore di ballo.
Per quel che mi riguarda, continuando a curare la tecnica con maestri che ritengo di grande livello (Claudio e Schapira), cerco di carpire le “equazioni milonguere” che generano quella componente virtuosa che vedo in alcuni ballerini, sperando che la mia sensibilità sappia poi “risolverle”.
Credo che il Nene, dai video che inserisco nel blog, qualche stimolo lo lanci.
In questo video balla con Maria Plazaola.
Daniele
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I vecchi milongueri avevano tutti una base comune costruita su una serie di “passi” ritenuti le fondamenta del ballo e strettamente legati al ritmo e alla gestione dello spazio.
Molti nuovi tangueri pretendono di correre verso “passi” complicati molto prima di aver costruito quelle fondamenta.
I vecchi milongueri, in un secondo momento, personalizzavano e completavano il proprio stile.
I nuovi tangueri, spesso, cercano di copiare malamente quello che i vecchi e i nuovi hanno creato.
Credo che la capacità di costruire un pò alla volta (e con pazienza) il proprio tango sia la carattestica necessaria per arrivare al “proprio tango”.
Claudio
Bravo Claudio! estoy de acuerdo con vos!
Este tema da para mucho………….
Beh, per quanto riguarda la pazienza ne avete tanta entrambi. Pazienza di aspettare che ogni singola nozione passi dal cervello ai piedi di chi assiste alle vostre lezioni, grazie ad entrambi
ed un applauso ad Ana Maria che HA COMMENTATO!!!!!!!!