E’ appena comparso su Youtube questo video, amio avviso, prezioso e da vedere più volte.
Non poteva di certo scappare ai radar di TangOblivion.
Intervistato da Miguel Angel Zotto Gavito in qualche maniera risponde all’interrogativo posto nell’articolo precedente.
Imperdibile!!!
Prima Parte
Seconda Parte
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Daniele
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Grazie!
Riporto, per chi non capisse lo spagnolo, alcune affermazioni di Gavito che si sposano con i nostri commenti al post di Daniele “Cosa resta del tango”:
“L’abbraccio non è altro che il calore di cui ognuno di noi ha bisogno”
“Il Tango non è un ballo di massa; la cumbia lo è, ma non il tango”
“Io non sono un ballerino di Canaro; sono un ballerino di Di Sarli, di Troilo..”
“Ciò che molti fanno, è portare in pista il tango da scena; io porto al palcoscenico il ballo da pista”
“Goyeneche, come me, fraseggia il tango. Io non ballo sul compàs, ma fraseggio la musica”
“Mi alzo per ballare solo quello che mi piace”
“L’uomo che, nel ballo, non faccia apparire la donna come una Regina, non sarà mai un Re”
Di Zotto dice che lo notò ballare e pensò, vedendolo, che quel tango era molto evoluto e che lui (Gavito) era rimasto indietro in questo processo di evoluzione. Il ballo si era evoluto con Zotto e la musica si era evoluta con Troilo.
Dice anche un’altra cosa molto bella:
“colui che fa apparire la sua donna come una Regina può essere un Re”
Daniele