Per chi non fosse mai stato a Bs.As., ecco una milonga tra le più frequentate, il Nino Bien.

Roberta

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15 Commenti to “Una milonga di Buenos Aires”

  1. Hussein | 8 Agosto 2008 at 14:22

    è bellissima, non ho mai immagina che fosse cosi, spero un giorno di esserci di persona.

  2. Roberta | 8 Agosto 2008 at 15:12

    E questo è niente!
    In certe milonghe quasi non si riesce ad entrare!
    Ma tu, dove sei finito??! :-)

  3. Isabella | 8 Agosto 2008 at 15:23

    Una cosa che mi piace tantissimo è che la coppia, tra un tango e l’altro, resta un pò a chiacchierare in pista…
    …è una cosa che difficilmente succede qui…

    Buon Tango a tutti…a quelli che sono/andranno a BAires e a quelli rimasti in zona!

  4. marcogalliz | 8 Agosto 2008 at 16:34

    Quest’anno sto apprezzando molto le milonghe pomeridiane, tranquille e frequentate da persone di una certa eta’ (insomma, mie coetanee :-)). Tuttavia, sono ancora decisamente imbranato con il cabeceo, soprattutto se non indosso gli occhiali. L’altro ieri, ad esempio, ho ballato con una mujer muy, pero muy linda, e, alla fine della tanda l’ho riaccompagnata al suo tavolo. Dopo un’ora circa, la chica si avvicina al nostro tavolo e mi dice: “te mire’ tres veces y vos nada de nada”! Poi, indignata, si e’ girata sui tacchi e mi ha lasciato con un palmo di naso. Ma io sapevo che non e’ gentile reinvitare la stessa donna per piu’ di una tanda!!! Che figuraccia! (se qualcuno fosse interessato ad altri anedotti sulle mie disavventure in milonga, puo’ andare a leggere i commenti al post: “inversione di ruoli!)

  5. alberto | 8 Agosto 2008 at 17:54

    Ciao ragazzi, in questo momento vi sto invidiando tantissimo, bei momenti passati assieme a B.A. tornano in mente e con questi anche quel fantastico cabezeo fatto proprio in una milonga pomeridiana, alla quale robetta de president ha assistito.
    Non avevo gli occhiali come marco, ma mi ero dotato di lenti a contatto( non che questo sia servito molto, visto i risultati). dopo qualche giorno di ambientamento nelle milonghe e alcuni consigli di amici portegni ho esordito con un cabeceo da brivido, esattamente al lato opposto della sala. mi alzo e con passo tranquillo e fiero per mascherare la paura, mi dirigo verso la donna che aveva risposto al mio invito, quando, nel mezzo della sala percepisco una presenza maschile al mio fianco, un brivido e una goccia di sudore mi attraversa la schiena, quel tanghero elegante che sedeva vicino al mio tavolo era diretto da quella che pensavo sarebbe stata la mia dama. Una ritirata a quel punto era impossibile, una leggera deviazione di percorso mi ha portato fino ai bagni, una rinfrescata e poi al tavolo per cercare di riprendermi dalla figuraccia. la consolazione è che la roberta è stata impassibile e QUASI sembrava non se ne fosse accorta.
    Ciao a tutti, alberto

  6. Roberta | 8 Agosto 2008 at 17:58

    Caro Alberto, volevo raccontarla io, ma non l’ho fatto per timore di ritorsioni :-)
    Che riiidere!!! Al momento non ho riso per non rincarare la dose, ma è stato davvero spassoso!
    Ti meriti il secondo posto sul podio accanto al vice president :-)
    Dopo racconterò la mia,per par condicio!

  7. Deborah | 8 Agosto 2008 at 19:02

    Beh non è detto che sia necessario andare fino in Argentina per praticare questo genere di figuracce.. é sufficiente un viaggietto a Rovigo. A me è successa la stessa cosa di Alberto con la sola differenza che ho deviato al bar. Testimone: Rosanna.

  8. Roberta | 8 Agosto 2008 at 19:38

    Già, cara Deborah, però la milonga di Rovigo si chiama “milonga portena”, ciò a conferma del fatto che i malintesi sono causati, per lo più, da “miradas y cabeceos” a distanza.
    Se un uomo ti si piazza davanti è difficile sbagliare:-).
    Infatti, il galateo vuole che la donna si alzi solo quando è veramente sicura di essere lei la prescelta, ossia quando, dopo lo scambio di cenni, l’uomo per primo si alza e si reca vicono al tavolo della signora.
    Sembra tutto complicato, in realtà questo sistema è giusto e democratico ed io ne sono una forte sostenitrice:_)

  9. AnnaLaDj | 8 Agosto 2008 at 23:01

    Hussein, se vai su You Tube ci sono tutte, le milonghe di Buenos Aires…. buon divertimento!!!

  10. marita | 9 Agosto 2008 at 20:15

    una curiosità, anche se non credo sia una novità : ma
    “los frullatores” sono a conoscenza di queste milonghe e di come si balla in realtà?? Bah… Ciao a tutti.

  11. Roberta | 12 Agosto 2008 at 17:18

    Certi “frullatores”, come li chiami, hanno la capacità di gestire molto bene lo spazio e non risultano molesti. Il problema c’è quando il ballerino, perchè è lui che porta, non si cura della presenza di altri in pista e disturba le altre coppie.
    Credo che questo sia compito dei maestri e poi della sensibilità dei ballerini. Il rispetto della pista, secondo me, fa parte della cultura del tango. In assenza di tale rispetto, non c’è tango.

  12. -Anam- | 13 Agosto 2008 at 13:22

    A proposito di Miradas y Cabeceos:
    tempo fa durante una milonga, vengo attirato da uno sguardo che noto -solo- per caso, da quel momento in poi ”aggangiato” con lo sguardo di tanto in tanto vedo (come scriveva qualcuno) l’intensià dello stesso crescere.

    Devo dire per onor di verità che non ho mai accettato sguardi; ma, l’intensità et il continuo guardare mi ha fatto porre delle domande… .
    -premesso che non faccio distinzione tra belle-brutte, giovani-inbiancate, alte-basse etc..etc…-
    Per esercitare uno sguardo del genere…
    -ho pensato tra me e me-
    =frequenta spesso le milonghe e sa il fatto suo.

    -Cerco di vedere se indossa le scarpe da tango o simili; ma non riesco nel mio intento, troppa gente.-

    Anche se l’aspetto non mi piaceva decido lo stesso di avviarmi. Ebbene ebbene ebbene…
    non indossava le scarpe da tango ed una volta raggiunta la pista mi dice che non sa ballare il tango:
    A) la ferisco con un sacadas,
    oppure…
    B) durante un voleo le spezzo la schiena;
    direi che c’erano altre alternative
    -attendo suggerimenti-
    comunque per farla breve
    ho cercato di ballare per come meglio ho potuto; alla fine del primo tango… sorriso et saluto.

    PS: mesi dopo l’ho vista in milonga; a dire di qualcuno ha iniziato a prendere lezioni di tango.!!!!!!

  13. Roberta | 13 Agosto 2008 at 15:09

    Penso che dovresti invitarla di nuovo e farle una battuta sulla vostra prima volta. Altrimenti, quando diventerà più brava di te, sarà lei a non volerti:-)

    Di norma, credo sia bene essere prudenti quando non sappiamo come balla l’altro. Meglio, forse, invitare o accettare un invito al 2° o 3° brano della tanda.

  14. claudio | 13 Agosto 2008 at 16:59

    Non pensare che qui a Buenos Aires siano tutte a dei livelli incredibili, eppure si dilettano nella mirada e a noi spetta proprio il compito di farle sentire le regine della pista anche se ballano solo da pochi giorni. La grande differenza la trovo nella pista, in quasi tutte le milonghe hai una vera e propria ronda e le “nostre mine vaganti” non ci sono. Il trauma si rivive al rientro! Ma grazie al cielo mi sembra che le cose inizino a cambiare anche da noi! Un abbraccio. Claudio

  15. -Anam- | 14 Agosto 2008 at 13:36

    Ma GGGGGGGGGGGGGGGGGrazie a Roberta e Claudio,
    farò tesoro dei vostri consigli preziosi.

    Ha tanta ragione Claudio quando scrive:
    ◄◄ Il trauma si ri-vive al rientro! ►►.

    Mi/Vi chiedo: è lo stesso -trauma- anche per Voi donne????
    In che modo lo vivete/swi manifesta??

    Cordiali Saluti.

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