Da un po’ di tempo a questa parte, la nostra Associazione ha aperto le porte all’inversione dei ruoli nel tango.  Chi di noi si sta cimentando in questo esperimento, ne trae arricchimento e spunti interessanti per migliorare il proprio ballo nel ruolo tradizionale. Per quanto mi riguarda, sto imparando a capire di più le difficoltà degli uomini principianti e i difetti più diffusi tra le donne, quelli che rendono difficoltoso il ballo all’ uomo. Raramente mi azzardo a ballare in milonga, perchè non ho ancora la capacità di muovermi nello spazio con gli altri senza creare incidenti. Ballo la milonga, perchè mi riesce più facile del tango e, in più di una occasione, allo scendere in pista ho sentito lo stesso commento: “No! Due donne no!”. Precisamente, ho captato questo commento identico una volta a Buenos Aires “No! Dos mujeres no!” e una volta qui da noi poche sera fa. Non si può neanche dire che l’esclamazione derivasse dalla constatazione dell’inferiorità numerica delle donne in sala. Quindi mi chiedo il perchè di questo “No!”.

Se avete delle risposte plausibili, le leggerò con interesse.

Roberta

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15 Commenti to “Inversione di ruoli”

  1. -Anam- | 5 Agosto 2008 at 13:46

    Raramente mi azzardo a ballare in milonga, perchè non ho ancora la capacità di muovermi nello spazio con gli altri senza creare incidenti
    _____________________________________________

    Scusa Roberta, non è l’uomo che porta? che ti fa “”muovere”” nello spazio, senza farti arrecare danni in milonga.

    La risposta alla Sua domanda: Se avete delle risposte plausibili, le leggerò con interesse.
    Bhé! Roberta (si) guardi Intorno con gli occhi di un’UOMO!

    Con “rispetto maschile”.
    :-)

  2. Roberta | 5 Agosto 2008 at 13:56

    Intendevo che raramente mi azzardo a ballare in milonga da uomo,portando io.Il tema del post è l’inversione di ruoli e io mi chiamo RobertA.

    Con “rispetto femminile” :-)

  3. Michele | 6 Agosto 2008 at 11:05

    “Si due donne si!!!!” Intanto perchè troppo spesso vedo signore fare tappezzeria e uomini, o sedicenti tali, invitare in funzione dell’età o avvenenza senza considerare altri parametri…
    Tornando al ballo tra lo stesso sesso, femminile o maschile, trovo che sia molto interessante, se non addiritura necessario dopo i primi anni di apprendimento, confrontarsi con l’altra parte. Potrà servire per comprendere come far stare meglio il partner e di conseguenza ballare in maniera più omogenea. Ti ho visto condurre l’altra sera in milonga, magari gli ometti di cui sopra marcassero così bene il tempo,e avessero cura di non dare fastidio agli altri ballerini… sarà forse perchè non avevi bisogno di stupire nessuno?

  4. Francesca | 6 Agosto 2008 at 11:56

    Ballare con te, Roberta, è sempre un piacere, leggera e presente allo stesso tempo…e mi onora il fatto di poter essere - passatemi il termine pugilistico- sparring partner della nostra President durante le lezioni…
    Credo che il tango donna + donna sia interessante appunto perchè si sviluppa una doppia sensibilità “maschile” e “feminile” che aiuta molto a capire i delicati meccanismi del ballo e dei “ruoli” dei ballerini…e poi anche da un punto di vista pratico è utile ;-) quando c’è mancanza cronica di uomini danzanti…

  5. Roberta | 6 Agosto 2008 at 12:23

    Navigando in internet, ho scoperto che ci sono delle scuole che propongono lezioni basate sull’inversione di ruoli. Gli uomini imparano a seguire, le donne imparano a portare. Personalmente, apprezzo tutte le possibilità che il tango offre. Un paio di anni fa, a Buenos Aires, un giornale pubblicizzava un corso di Tango comico. Purtroppo, quando ho letto l’annuncio, lo stage era già finito, altrimenti penso che lo avrei fatto! :-)

  6. Doriana | 6 Agosto 2008 at 14:31

    Nel tango c’è un conductor e c’è un conducido.
    Il sesso di chi è conductor o di chi è conducido penso non abbia importanza.L’importante è che sia ben chiaro chi conduce e chi segue.
    Nelle “balere” il ballo tra donne è sempre stato una costante, essendoci una discrepanza numerica costante tra donne e uomini.
    Dunque continua cosi’, Roberta!
    Ciao
    Dori

  7. Claudio | 7 Agosto 2008 at 07:58

    A tal proposito, ho salutato da parte vostra La Marshall, siamo appena rientrati!
    Un abbraccio.
    Claudio

  8. Roberta | 7 Agosto 2008 at 10:52

    C’era il sosia di Renato Zero alla Marshall?
    Se lo incontri, salutamelo! :-)

  9. Claudio | 7 Agosto 2008 at 16:18

    Certo che c’era, ha cambiato completamente look! Se cortó el pelo! :-)

  10. marcogalliz | 8 Agosto 2008 at 16:43

    Anche alla Marshall ho fatto una delle mie proverbiali figuracce! Per la cronaca, quando si va alla Marshall con Claudio non si ha alcuna speranza di essere invitati. Il nostro maestro si produce in evoluzioni di cosi’ alta eleganza che tutti desiderano ballare con lui ( e solo con lui!!!). Cosi’, l’altra sera, mentre me ne stavo tranquillo al tavolo a sorseggiare una birra con Claudio, si avvicina un tipo giovane, vestito di blu. Nella confusione, sento solo la parola “queres” e, nella mia innocenza, penso che si tratti del cameriere e gli dico: “para mi una coca cola, gracias!”. Al che, il tipo sgrana gli occhi e mi dice: “No queres bailar conmigo?”
    AAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHHHH! Era il mio primo invito e io ho scambiato il ballerino per un cameriere! La prossima volta che vado in milonga mi corredo di una vanga per scavarmi una fossa in cui nascondermi!
    Bene… alla prossima disavventura!

  11. Roberta | 8 Agosto 2008 at 17:37

    Bhè! Chi non ha fatto una brutta figura in milonga! Soprattutto quando si arriva per la prima volta e non si è abituati al galateo locale, un po’ di pasticci li facciamo tutti..
    Certo che quella della Coca Cola vince il premio n° 1 !!

  12. rosanna | 8 Agosto 2008 at 19:16

    quando ballo chiudo gli occhi non hanno nessuna importanza ne’ l’eta’ ne’ il sesso della persona che mi abbraccia e che sto abbracciando. La grande differenza sta nella sensibilita’ di chi mi accompagna.

    Roberta, la Marshall senza di te e’ altra storia!!!

  13. Roberta | 8 Agosto 2008 at 19:30

    Cara Rosanna, mi sto preparando ad un ingresso trionfale alla Marshall:-)
    Ieri sera con Gevi ci siamo divertite un sacco spartendoci una tanda di milonghe. Devo ammettere,però, che lei la sa molto più lunga di me!
    Ah! como los extrano a todos!!!

  14. silvana | 12 Agosto 2008 at 18:07

    Oltre dieci anni fa, durante il primo stage fatto al Contatto, il maestro Pedro Monteleone ha tenuto la lezione esclusivamente sul cambio dei ruoli: per lui era “indispensabile” per il tango conoscere il ruolo sia maschile che femminile.

  15. Claudio | 12 Agosto 2008 at 21:33

    Ciao Silvana, finalmente leggo anche dei tuoi interventi nel nostro sito. Ci vediamo quando torno! Un abbraccio-

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