Credo che per molti sia un discorso scontato, perlomeno per coloro che sentono ripetere queste cose dai loro maestri e ne hanno capito il significato o più semplicemente che sono dotati di buonsenso. Per molti altri, invece, sembra sia un tema sul quale non hanno mai riflettuto!
Quando si balla una tanda con una donna non ci si deve fermare almeno dieci volte per spiegare come deve fare il passo, non possiamo interrompere in continuazione quelli che dovrebbero essere dei minuti di divertimento e piacere per la nostra compagna e trasformarli in un incubo, in una lezione fatta da persone che non sono nemmeno in grado di spiegare come e cosa deve fare la malcapitata.
Iniziate a pensare come mai con gli altri riescono a fare quattro bei balli e con voi hanno bisogno di spiegazioni! E sappiate che una delle vostre “spiegazioni” data ad una principiante potrebbe creare un difetto che successivamente avrà bisogno di molto lavoro per essere risistemato.
L’altra parte del messaggio è per voi care tanguere: iniziate a lasciarli seduti questi “maestri improvvisati”, forse un giorno capiranno che quando avranno imparato:
- ad ascoltare la musica
- ad impostare il proprio corpo
- ad accorgersi che di fronte hanno una splendida donna
- ad ammettere che l’errore è spesso loro e non, sempre, delle donne,
potranno iniziare a ballare il tango!!!!!!!!
Il troesma
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Concordo pienamente.
Ho un bellissimo ricordo del mio primo tango con Claudio, risale a qualche anno fa ed era alla mia prima lezione.
Dopo un mio abbraccio impacciato, smise di essere il maestro e, nonostante fossi tremenda, non disse nulla su ciò che dovevo fare o non fare; questo tango mi diede l’impressione (illusoria ma esaltante) di saper ballare.
Ancora oggi sorride coraggiosamente quando, magari un po’ stanca, divento una cozza pesantissima.
Un esempio per “quelli avanti” che ci vogliono insegnare “i passi”!
Deborah
d’accordo con il maestro e con Deborah..
spesso ho rifiutato di ballare con questi presunti maestri dell’ultimo minuto e oltretutto mi facevano sentire come una cafona…
è sempre questione di rispetto, c’è chi sa cos’è e chi no.
E’ vero Claudio!;-) A volte si interrompe la magia di un tango e di un incontro con parole inutili!!!
Besiti
Dori
E quando quel “a volte” diventa la “normalità” forse bisogna iniziare a riflettere!
Come state? Mi piacerebbe rivedervi, dall’ultima volta sono cambiate molte cose!
Un abbraccio e a presto.
E stai più dritta…no, troppo dritta…stai un pò più di fronte…no, troppo di fronte…quando fai l’8 gira bene i fianchi…si così va bene…piega un pò le ginocchia…non troppo perchè sembri seduta…e-che-P…!!!!!!!!
….a me è successo questo!!! Tremendo!!! Non ho più ballato con questo “maestro”!
Del tipo: come farti passare la voglia di andare in milonga a divertirsi!
Sante parole, nn bisogna interrompere la magia del tango neppure quando si balla con principianti, anzi in quei casi bisogna mantenere + armonici possibili quei momenti di “semplice camminata” per far assaporare al meglio il feeling e l’atmosfera che lo stesso brano ci porta a vivere. Lo stesso medesimo discorso vale per le donne però, attenzione.. spesso capita l’insicura che durante il tango dice.. “ho fatto bene?” … “era giusto ??” quindi il consiglio.. lasciatevi andare .. nn pensate a nulla e soprattutto lasciatevi trasportare dimenticando le lez. ma ascoltando solamente il trasporto dell’uomo che vi guida… gli errori.. e le incomprensioni ci saranno sempre..
Buon tango
Giannicola
Quoto certamente il Troesma. Tuttavia la sensibilità, il rispetto e l’educazione, a mio modo di vedere, dovrebbero essere biunivoche e condivise. Capita a volte che alcune donne siano petulanti o difettino della sensibilità necessaria…
Claudio:probabilmente ci vedremo presto!! Ti terro’ informato!;-)
Besos
Ritengo che la presunzione non abbia mai una giustificazione, nel tango, nel lavoro, nella vita. Chi veramente sa, chi è sereno,chi balla per passione e non per frustrazione, forse non ha bisogno di mettere il partner in difficoltà o in imbarazzo. Nel corso di questi anni di tango ho riscontrato che i ballerini che si mettono in cattedra, il più delle volte sono persone sgradevoli anche fuori dalla pista.
E’ vero che anche le donne sanno essere noiose in tal senso, ma quelli che invitano siamo noi uomini e quindi possiamo scegliere di evitare proprio le saputelle, le insoddisfatte, le annoiate o le “convinte”. Ed alla prima occasione, in modo molto gentile e cortese, si può spiegare il perché dei mancati inviti.
Invece il problema per le donne è doppio, perché non sempre possono scegliere.
Spesso e volentieri l’invito viene rivolto con “presa dal polso”, “una serie di colpetti sulla spalla” o un ripetuto ed ossessivo “balli, balli, …..?”.
Da questo punto di vista, la “mirada” ed il “cabezèo” sono il metodo ideale per ritornare alla parità nella scelta anche se mi rendo conto che non sempre sono proponibili.
Credo che, in riferimento a questi argomenti, non si possa più far differenza tra estilo milonguero, salòn, fantasia, nuevo, ecc.
L’educazione è educazione!
Un abbraccio a tutti!
Parole sante!!!
Claudio, insieme al corso principianti dovresti fare un piccolo corso di educazione e buone maniere…la sensibilità non si può imparare, ma le regole base dell’educazione, si!
Oppure una specie di decalogo da apporre all’ingresso, ironico, con le 10 cose da non fare…Intanto vado a testare a Udine i ballerini austriaci, vi saprò dire come si comportano. Baci
Diciamo che durante i corsi insisto molto su queste poche regole basilari.
Trovo che, nonostante i diversi caratteri dei nostri associati, l’educazione sia il fattore comune, quei pochi che non hanno voluto capire cosa sia il rispetto, sono spariti con grande velocità!
Cari amici di Tangoblivion, vi frequento sempre molto volentieri!
vorrei permettermi di contribuire alla presente conversazione con un mio commento.
Credo che ognuno di noi veda la questione secondo il proprio metro. Ho capito ormai che ci sono tanti modi di vivere il tango almeno quante persone lo praticano; e questo è bene.
Tuttavia oltre le visioni personali, esistono i precetti di chi insegna. Costoro hanno il compito di trasmettere anche i valori sani del ballo.
Resta però una parte oscura: la psiche. Il tango coinvolge fortemente la nostra psiche. Le nostre emozioni positive e negative entrano in gioco con forza nel momento del tango. L’invito, il contatto fisico intenso, lo stile di ballo, l’aspetto fisico, la differenza d’età, le aspettative che possono manifestarsi, rendono questa esperienza molto coinvolgente. Qualcuno può farsi male, o fare del male, spero senza volerlo.
Forse, se cerchiamo di inquadrare tutto sotto un’ottica un poco umoristica potremmo sdrammatizzare e vivere anche le inevitabili “brutte esperienze” con un sorriso o con una risata. Alla faccia della maleducazione e dell’ignoranza.
Caro Nicola, trovo che la tua osservazione sia condivisibile e credo che una delle nostre caratteristiche sia proprio l’essere sempre molto tranquilli e non troppo inquadrati.
A volte le “brutte esperienze” si ripetono per più donne sempre con lo stesso ballerino e credo che sia molto importante tentare di far capire a questi personaggi quanto siano “fuori luogo”.
Vista la tua assidua presenza alla pratica, credo condividerai la mia sensazione che il lunedì sia caratterizzato da una “buena onda” e da un clima molto sereno.
Se per mantenere tale condizione qualcuno dovrà adeguarsi o semplicemente “assentarsi”, credo non sia un grosso problema!
Normalmente mi adeguo a molte situazioni, ma quando il mio lavoro viene in qualche modo rovinato da persone che non sanno cosa vuol dire essere “ospiti”, allora smetto di scendere a compromessi!
Comunque ti ringrazio per l’intervento e ti aspetto, come sempre, per la pratica del lunedi!
Buon week end.
Claudio
Dear friends! My name is Elvira, I dancer tango from Russia, St.petersbourg. I will in Venice from 18 April up to 21 April. I would to visit classes tango and milongas in Venice. Can you write me about it. With thanks.
Elvira Malishevskaya.
http://Www.edissa.sрb.ru
credo che la magia di un tango non venga interrotta, per una donna, dal richiamo del partner nell’eseguire un passo o nel mantenere una postura. Semplicemente perchè la magia non si è nemmeno creata. Il tango è in primo luogo, per me, un incontro. un ballerino che ha questo atteggiamento credo cerchi solo un incontro con se stesso
chiedo scusa per non aver salutato… ciao a tutti, è da tantissimo che manco dal blog ma.. devo ricominciare! un abbraccio al Capitano, Daniele e, the last but not the list, la Zia Roby!
Amici,
un uomo che sceglie una donna per ballare e poi le parla mentre l’abbraccia è un poverino che ha bisogno di mettere sottotitoli alla vita e non ha mai capito nulla di niente.
Saluti a tutti
José