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Cuentos de Aires n.5

Fuga di Tango, raffronti e morale finale.

Chiedo pubblicamente scusa a Sara.

Avevo visto la pubblicita’ di un corso su un passo che mi interessava. Pareva una classe di tecnica che finalmente mi avrebbe svelato i segreti di questo passo. Non svelero’ di che passo si tratta, nessun nome e luogo, solo la nostra avventura.

Un pomeriggio a Buenos Aires aspettando la classe in questione. La presenza di molti stranieri in attesa della lezione  avrebbe dovuto gia’ insospettirmi ma, ottimista come sono, non mi preoccupo.

Entriamo nella sala e il ”Maestro” ci invita a ballare qualche Tango per riscaldarci.

Abbraccio intimamente Sara ma noto che tutto intorno a noi gli abbracci sono molto piu’ larghi. La musica e’ da show e cominciano le piroette. Niente di male se a farle sono ballerini talentuosi, un po’ meno se sono principianti con un bagaglio tanguero fatto di passi assai fantasiosi ma non ancora molto affinati.

Cominciamo a sentirci un po’ in imbarazzo ma andiamo avanti.

Cambio di coppie.

Abbandono Sara nelle mani di un americano che avevo visto ballare con compagna e nemmeno mi sembrava male. Non avevo considerato il fatto che le sequenze che eseguivano le avevano imparate assieme senza necessita’ di marcas adeguate.

Mi metto in un angolo e scruto.

I partecipanti al corso sono in evidente stato di sovraeccitazione. Concentarti piu’ nel passo che stanno cercando di ricordare che nel senso di quello che stanno facendo.

Il rispetto degli altri ballerini passa in secondo piano rispetto alla loro realizzazione prestazionale.

Sara e’ in evidente difficolta’. Il tipo non segna i passi ma si aspetta che lei li esegua ugualmente. Si tratta di passi assai coreografici.

Da vedere sembra una ronda di Kung Fu: mi inquieto ma resisto.

Il Tango si conclude, Sara si avvicina avvilita ma la incito a resistere.

Il “Maestro” inizia la lezione.

Mi aspetto che ci sveli i misteri di questo passo attraverso un serie di esercizi di equilibrio e postura, sincronizzazione di gambe e braccia invece il “Maestro” propone subito una sequenza allucinante.

Piroette da frullatore a velocita’ massima con “sguaratada” della povera ballerina da record di lancio del martello.

La sequenza si conclude con una ciliegina sulla torta. La ballerina che cercando di seguire il “Maestro” stava per cadere deve anche sopportare il suo commento: ” e meno male che stai ballando con un Maestro!!!”.

Sara ed Io ci guardiamo basiti. La mia mano destra si pone orrizontale, mentre la sinistra le batte sul palmo in verticale: e’ un segnale di fuga.

Aspettiamo che le vittime del “Maestro” si accoppino per generare incidenti umani e rapidamente tagliamo la corda.

Due semplici considerazioni.

1) se un “Maestro” propone una sequenza di evidente grado di difficolta’ ci si aspetta che sappia farla bene, almeno lui.

2) la sequenza che si propone deve essere a livello dei partecipanti che seguono il corso.

Se mancano queste due semplici condizioni l’ora di corso puo’ trasformarsi in un inferno.

Consolazione

Usciti dalla scuola siamo andati alla Milonga Sentimental y Coqueta a Maipu’ 444.

Clima piacevolissimo, buon livello di Tango. Finalmente Sara soddisfatta dopo un tanda con signore che oltre al ballo le offre i suoi modi affettuosi e gentili.

Raffrontando

In questi giorni stiamo seguendo le lezioni di gruppo di una MAESTRA.

Si tratta di una vera professionista con un metodo efficace e con un grande approfondimento tecnico.

Si avvale di collaboratori che la aiutano nel preparazione fisica propedeutica  e nelle altre fasi della lezione.

I partecipanti al corso sono in grande maggioranza argentini, gente che segue la ronda durante gli esercizi proponendosi in maniera gentile e pacata.

E’ evidente la differenza di qualita’ tra il “Maestro” e la MAESTRA, anche se quest’ultima offre le lezione ad un prezzo piu’ basso.

Da queste nostre esperienze vorremmo proporre una riflessione:

“ogni maestro ha gli allievi che si merita”.

voi che ne pensate?

About Daniele

Daniele ha scritto 647 articoli in quessto blog.

Uno dei membri fondatori dell'Associazione Tangoblivion. Affianca il maestro Claudio Ruberti nei corsi di Tango e si occupa del sito web e della grafica di Tangoblivion assieme alla moglie Sara Ghezzo

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8 comments to Cuentos de Aires n.5

  • Silvia

    Claudio docet! :-)

  • Roberta

    Secondo me il rapporto tra Maestro e allievo e’ biunivoco. Ci si sceglie, magari non subito, non nel primo giorno o nel primo mese, ma col tempo il maestro sceglie l’allievo e l’allievo decide che maestro seguire.
    Roberta
    p.s. mi sto preparando per andare in milonga, a ver..

  • Anna

    Daniele io ti propongo questa: I MAESTRI SI GIUDICANO DAI LORO ALLIEVI… da come ballano i loro allievi…

  • marcogalliz

    Anche io ho una massima: ogni vero maestro sa tenere desto in sé il proprio essere allievo.
    Bella vero? Non l’ho capita bene nemmeno io, ma mi piace tanto :-)
    Divertitevi.
    Firmato: lo STATO MARCOGALLIZ

  • Nicole

    filosofico il nostro STATO MARCOGALLIZ (detto anche the bastard). IO sono in linea di massima d’accordo con Anna… basta vedere quanto siamo bravi noi tangobliviani… a parte questa autosviolinata ..deve esserci affinità fra allievi e maestro.un pò come nella vita.le persone affini finiscono per incontrarsi…

  • Isabella

    D’accordo pure io con Anna e Nicole.
    Si nota la differenza quando si affronta la sala da ballo per la prima volta!
    Non serve fare tanti volteggi, ganci, volei, se non sai fare neppure gli 8 passi di base! O sbaglio?!?…(riferito a quelli che vedono il tango argentino come uno spettacolo e non come un divertimento e imparano a ballare solo per mostrarsi agli altri!!!)

  • Claudio

    Non so perchè ma penso che la parola “volcada” potrebbe entrare nel messaggio! Vi conosco o no? :-)

  • Ciao a tutti sono Piero di Trieste e ho conosciuto Daniele e Sara qualche giorno fa a Buenos Aires, devo dire che anche ad Ari (la mia compagna) è capitata un’esperienza analoga, il problema in questo caso è stato che gli allievi, oltre che principianti erano anche anzianotti, e piuttosto preoccupati di eventuali conseguenze ortopediche.
    Purtroppo a volte gli allievi non si “meritano” certi maestri, ma per sfiga se li beccano…
    Un super saluto a Daniele e Sara!
    P.S.
    Piccolo diario del nostro viaggio che abbiamo tenuto “al volo”: http://dallargentina.blogspot.com/