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Cuentos de Aires n.4

Accenni di esperienze vissute ed infine un consiglio di lettura.

Sabato 22, vigilia di Pasqua e’ stata una giornata intensa ed emozionante.

Dalle 15 alle 19, ho affidato Sara agli artigli della Negra (Graciela Gonzales) per uno stage di tecnica femminile.

Mentre la mia dolce moglie apprendeva l’arte leonina del Tango, parafrasando alcuni dettami della Maestra, io mi sono intrattenuto con gentile signora in gossip milonguero di prima qualita’. Mi sono fatto spiegare tutte le vicende piu’ calienti ed ora ho un bagaglio di notizie che dispensero’, su appuntamento, al mio ritorno a Venezia.

Lo stage della Gonzales e’ molto interessante. Trasmette l’energia che la contraddistingue e offre immagini efficaci per spiegare dinamiche e strutture del ballo.

Giusto il tempo di far infilare le scarpe a Sara e ci catapultiamo al Centro Culturale Borges dove e’ in programma la Missa Criolla di Ariel Ramirez, giusto per stare in tema con la festivita’.

Prima e dopo l’esecuzione della Missa ci sono state offerte delle chacarere e delle zambe ma il pezzo che ci ha sorpreso di piu’ e’ stato sicuramente un Gato eseguito con coro a cappella.

Ed infine un consiglio di lettura con morale finale.

Ci accompagna, oramai da una settimana, un bel libro di racconti macabri illustrati da Edward Gorey.

edwardgorey.jpg

Tra i racconti, The Blue Aspic narra la storia di una ballerina, interamente consegnata, anima e corpo, alla danza. Otterra’ grandi successi ma la sua vita privata sara’ segnata da solitudine e sacrificio fino al quello estremo.

Un monito a perseguire, anche nel Tango, i piu’ alti livelli senza negarsi il piacere del divertimento.

Abrazo da Sara e Daniele

About Daniele

Daniele ha scritto 647 articoli in quessto blog.

Uno dei membri fondatori dell'Associazione Tangoblivion. Affianca il maestro Claudio Ruberti nei corsi di Tango e si occupa del sito web e della grafica di Tangoblivion assieme alla moglie Sara Ghezzo

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4 comments to Cuentos de Aires n.4

  • Claudio

    Se non ricordo male, credo che le immagini si riferiscano alla “leonessa” e ad un “tubo da riempire con l’acqua”! ;-)

  • Silvia

    …. e di muscoli rilassati, vettori di spinta, mani che si alzano senza usare le braccia, gambe libere che partono dalle costole, reggiseni che ti fanno “star su’”, slip che non fanno ruotare il bacino dalla parte sbagliata e diaframma sollevato come quando si vede Banderas, George Clooney, Johnny Depp o Daniele (per Sara)! …… tre ore per mettere in discussione tutto di se stessi, da come metti il piede a come abbracci e all’intenzione che hai quando lo fai. Oi oi che fatica!

  • Roberta

    Con tutto il rispetto per gli insegnanti che hanno lavorato alla costruzione di un metodo di insegnamento, penso che l’intellettualizzazione del Tango, applicata tanto alla didattica quanto alla pratica, rischi di portarci lontano dall’essenza di questo ballo popolare.
    A me che ballo solo in pista e non su un palcoscenico, che vado in milonga da sola e contenta perchè so che troverò sempre qualcuno, che mi ritrovo con gli amici più cari a spostare tutti i tavoli di un ristorante per improvvisare una milonga.. a me basta aver capito che il tango è fatto da un bell’abbraccio, dal compàs e dalla “polenta”, come dicono gli argentini. Con questi tre elementi si balla e anche molto bene! Ringrazio chi mi ha insegnato queste tre cose, così semplici, così Tango!

  • Isabella

    D’accordo con Roberta!

    Ognuno, poi, ha il proprio tango!