Giovedi’ sera ore 21.30: classe con Graciela Gonzales e Parejita al Nino Bien, a seguire milonga.

Densita’ di ballerini pari a 10 in un metro quadrato. Ballare e’ assai arduo. Del resto venerdi’ comincia il ponte festivo di Pasqua e quindi afflusso e’ extra-ordinario.

Sara pensa di ballare con me , ma le barride arrivano da tutte le parti.

Pare un girone dell’inferno dantesco: quello dei “Tangheromani” obbligati a pemanere in una pista senza potersi muovere e prendendo un sacco di botte.

C’e’ un iguana nella giungla milonguera

La milonga e’ una passerella di umanita’ varia tra cui spiccano i “tombeur de femme” ultrasettantenni con immancabile capello tinto e abito due taglie piu’ grandi.

Apriamo un piccola parentesi dicendo che Sara ed Io non avevamo mai visto, prima ad ora, tanta offerta di tinture per capelli da uomo nelle profumerie e farmacie. E’ interessante anche la gamma di colore disponibile: dal viola melanzana al giallo pannocchia.

Ad un certo punto della serata Sara assume un’espressione schifata. Subito le chiedo a cosa sia dovuta tale reazione e lei mi mostra un tipo che sta leccando la guancia della sua ballerina mentre balla. E’ un’immagine da film di zombie firmato John  Carpenter. La ballerina pero’ si lascia fare.

Io penso che, a parte l’orrorosita’ del gesto,  ha distrutto il duro lavoro di maquillaje della donna per prepararsi al ballo. Forse il nuovo mascara ha delle essenze appettitose !!!

L’iguana milonguera si ripete con altra donna la tanda successiva.

Specie animale da proteggere o da rinchiudere? e dove ???

Per fortuna qualcosa di bello.

Una serata cosi’, per essere allietata, ha bisogno dell’afflusso di parecchia energia positiva.

Quella che porta Juan quando arriva. Si scartano i regalini di Rosanna facendo grande casotto. Un misto di emozione ed allegria che ci aiuta ad affrontare gli ultimi tanghi con la solita leggerezza, ematomi compresi.

La scelta di Juan.

Come molti di voi sapranno, quando si balla in pista la ronda non si attiva alla prima nota del Tango. Devono passare anche dei minuti prima che le coppie finiscano di chiaccherare decidendosi di ballare.

Cosa si diranno tutte queste persone??? e un mistero!!! il risultato pero’ e’ un bailamme incredibile.

Anche chi non ha voglia di parlare deve aspettare i chiaccheratori. Ma se non si ha voglia di farlo come si puo’ risolvere l’empasse ?

Juan propone una tattica che ha sperimentato da lungo tempo: finge di non parlare lo spagnolo, magari confessa di essere tedesco e facendo cosi’ sfugge l’obbligo di chiacchera che risulterebbe imbarazzante.

Un piccola bugia che salva anche le donne.

Un abbraccio da Sara e Daniele. 

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  • nessuno

5 Commenti to “Cuentos de Aires n.3”

  1. rosanna | 21 Marzo 2008 at 23:37

    sono proprio contenta che l’energia positiva di Juan abbia incontrato la vostra, vi abbraccio

  2. stefanOb | 22 Marzo 2008 at 18:09

    “Ed ecco, quasi al cominciar di ronda,/un’Iguana leggiera e presta molto,/che tintura volgar rendéa immonda;/e non mi si partìa d’accanto al volto,/anzi ‘mpediva tanto il mio salìr,/ch’i’ fui a nauseàr più volte vòlta.”
    (Spunti: “Pare un girone dell’inferno dantesco […] offerta di tinture per capelli da uomo nelle profumerie e farmacie”, in Cuentos n°3; fonti liberamente adattate: Dante, Inferno, c. I, vv. 31-36: la Lonza, ossia la lussuria).
    StefanOb

  3. Francesca | 23 Marzo 2008 at 10:57

    L’aneddoto dell’iguana è divertentissmo…(anche se un po’ disgustoso) ma non è che volesse anche vampirizzarla?
    Besos,
    F

  4. farolit | 23 Marzo 2008 at 14:42

    Mondieu… Danielito, e si che se ne vedono tante anche nel bestiario delle milonghe nostrane, ma l’iguana ancora ci mancava!

    Cosa sta succedendo al tango di Baires?
    Tra venditori di passi e di calzini… come ci si salva?
    saludos pasqualizi
    :-)

  5. Isabella | 25 Marzo 2008 at 11:50

    Cosa cosa cosa?!? Che schifo!!! Io, con cipria o no, l’avrei lasciato nel bel mezzo della pista!!!!

    Che gente strana che si trova in giro…

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