Durante il mio soggiorno a Buenos Aires sono stata ospitata da Bettina, un’amica che ha abitato per un periodo in Italia e che di professione fa la pittrice. Nei lunghi momenti della colazione (alle 13 di pomeriggio, più o meno) chiacchieravamo di un po’ di tutto, ma alla fine si andava sempre a finire sulla musica, tra cui certamente il tango, ma per lei il divertimento ed il coinvolgimento maggiore si chiamava murga. Non so se per il fatto di essere amica d’infanzia di Juan Carlos Caceres e poi di tutta la sua famiglia o per la sua nascita porteña, ma l’argomento era molto sfruttato e a me non dispiaceva per nulla. Ma vivere la murga a Baires zompetando per casa ancora in pigiama con una medialuna in mano e la musica a manetta e parlarne qui in Italia non è proprio la medesima cosa, anche se la musica a manetta resta sempre. Forse un corteo carnevalesco con il suono degli altoparlanti, i colori, il pestare i piedi, il pubblico che partecipa rumoreggiando, l’ondeggiare di colori, costumi, stelle filanti, coriandoli, bambini che urlano e il punch caldo che fa effetto rende meglio la sensazione… bisognerebbe provare un corteo a ritmo di murga! Veramente avrei trovato un carnevale dove questo avviene ma per quest’anno l’evento è già passato. Bisognerà attendere l’anno prossimo.
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Silvia
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Per caso è Bettina Costa?
Se è lei, dille che mi piacciono i suoi lavori, soprattutto il primo piano delle mani su un violino. Carini anche i quadri di tango. Perchè non ne fa anche qualcuno sulla Murga?
Ne ho vista ballata con degli scarponi coloratissimi. Mi ricorda tanto la Capoeira!
Un saluto
Chiara