Perchè parlare di cartoneros.
Società 11 Dicembre 2007
La prima volta che mi è stata presentata questa realtà vedevo Pasiones – Tango y Musical con Enrica Boaglio e Adrian Aragon.
Durante lo spettacolo erano rappresentate chiaramente delle persone che impachettavano cartoni e li stipavano in un immaginario treno, del quale si sentiva solo il rumore, e io non capivo. Un ragazzo argentino che era con noi commentando lo spettacolo ci spiegava del treno che portava verso la periferia i cartoneros che raccoglievano carta, cartone e quant’altro nel centro di Buenos Aires. Ma ancora l’idea non era molto chiara nel mio immaginario, poi, in Agosto, sono andata a Buenos Aires e li ho visti, soprattutto di pomeriggio, ragazzini, ragazzi, uomini e donne, ma soprattutto ragazzini, che sorprendono per la grinta e il livello di organizzazione, tipica di un branco affamato, con le quali setacciano sistematicamente tutto quello che è a portata.
Devo dire che i primi giorni mi sentivo a disagio a confronto con questa realtà. Non riuscivo a guardarli, tanto meno a fotografarli. Con il passare dei giorni sono entrati nel mio quotidiano e si sono trasformati in lavoratori, di un lavoro sicuramente precario e malsano, ma sempre un lavoro, con la sua strana forma di dignità.
Lo spunto al mio post l’ho trovato in un articolo di PAOLA COPPOLA su Repubblica del 06/12/07
Parla del deposito di immondizie di Città del Guatemala, il più grande dell’America centrale, che dà sostentamento a 2.500 persone, ma nel quale non lavorano più i bambini. Il “Relleno sanitario” è considerato un esperimento di successo: perché solo nel 2005 un terzo dei 3600 guajeros che lavoravano in questa discarica erano bambini. Poi è arrivata la legge applicata in modo rigoroso che vieta anche la presenza dei nuclei familiari che durante la notte alloggiavano in questo luogo malsano. A chi ci lavora di giorno invece vengono insegnati i principi di pronto soccorso e di educazione sanitaria per contenere infezioni e malattie. Oggi i genitori lasciano i bambini nel “Centro ricreativo ed educativo” attaccato alla discarica dove imparano a leggere e a scrivere e lavorano per recuperare la manualità che hanno perso dopo anni di lavoro tra i rifiuti. In questo progetto è coinvolta direttamente la Cooperazione italiana.: - Protection y desarrollo de la niñez y adolescencia en la ciudad de Guatemala - che si occupa di sottrarli alla strada, alla droga e alla violenza e inserirli nel mondo del lavoro.
Nello stesso periodo TangOblivion stava organizzando, nell’ambito del progetto MAIS, la Milonga degli Angeli, per dare l’opportunità a bambini della periferia di Buenos Aires di avere a disposizione una biblioteca e l’articolo mi è parso una testimonianza tangibile che l’impegno è efficace e che si può migliorare materialmente la qualità di vita ai più piccoli e di conseguenza migliorare la qualità di vita in una società.
Poi mi sono voluta documentare sull’argomento ed è stata una sorpresa: ho digitato “cartoneros” in internet: è uscito di tutto!
In un articolo del 2002 uscito sul Corriere, l’articolo più vecchio che ho trovato.
Marginalità e la miseria hanno inaugurato un nuovo tipo di lavoro: il cirujeo, con la sua legione di cartoneros che battono freneticamente gli angoli delle zone più ricche della città alla ricerca di cartoni, carta straccia, giornali e bottiglie. E se la fortuna è dalla loro parte, di hamburger o resti di cibo in buono stato, per accaparrarsi il loro probabile unico pasto del giorno. I cartonieri sono i maggiori riciclatori dell’Argentina impoverita. Il cibo che trovano è solo una tregua dalla fame per i loro corpi magri. Quanto basta per andare avanti fino al giorno dopo, quando ricominceranno a rovistare tra la spazzatura….
In quest’articolo in spagnolo, ci sono delle foto molto esemplificative. E’ la storia di Rita, cartoneros e mamma a tempo pieno, parte alle 8 del mattino e torna alle 3 di notte, con il suo disperato bisogno di mantenere la famiglia.
“Rita es una señora de 43 años. Ha tenido 12 hijos a lo largo de su vida y actualmente recoge de las calles cartones, botellas, juguetes, frigoríficos, sillas, etc. todos los días, excepto los sábados, desde las 16 a las 00h… Rita vive en el barrio Sol y Verde, a unos 50 Km. de la Capital Federal. En su casa duermen habitualmente 12 personas: ella, su marido Ramón, 5 de sus hijos, 4 nietos y una de sus nueras. Su hogar, ahora de ladrillos gracias a la concienzuda labor de Ramón, era al principio de cartones. Esta nueva “profesión” en Buenos Aires, surgió a raíz de la crisis económica de 2001. Desde hace casi 4 años, Rita tira de un carro durante horas. Un carro que puede llegar a pesar más de 200 kilos …”
Oppure articoli che danno una stima statistica di quante persone trovano sostentamento nella basura.
Ma ci sono anche articoli che rendono credibile la raccolta della spazzolatura come un lavoro organizzato, gestito in cooperativa, agevolato da nuove leggi che impongono ai maggiori produttori di immondizia di cominciare con il riciclaggio all’origine, senza che i cartoneros debbano setacciare tutta l’immondizia per trovare il materiale riciclabile. Leggi l’articolo in spagnolo.
Oppure siti di elogio che esemplificano quanto fatto per il riciclaggio della spazzatura nei paesi dell’america latina dove la spazzatura produce ricchezza, al contrario di quanto avviene … in Campania che si trova da 14 anni in emergenza rifiuti …
http://verdiva.blogspot.com/2007/05/america-latina-lesercito-dei-cartoneros.html (in italiano)
http://www.ipsnotizie.it/nota.php?idnews=598 (in italiano)
Silvia
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Associazione TangOblivion di Venezia 





































Cara Silvia, solo oggi sono riuscita a leggere con calma il tuo post(con tutti i riferimenti).
Ho pensato di utilizzare il tutto in classe, con i miei ragazzi, per riflettere insieme.
Grazie! Dori
Davvero grazie Silvia.
Spesso, troppo spesso siamo esclusivamente concentrati su noi stessi e capire e vedere queste cose ci aiuta ad essere meno ottusi e spero, più generosi.
Sembra che il treno dei cartoneros venga sostituito da un servizio su gomma (camion). Peccato, in Italia stanno tentando di convincerci ad usare il treno, lì che il servizio c’è verrà sospeso. Mah…!
http://www.clarin.com/diario/2007/12/27/um/m-01572866.htm