Asi se baila… hoy en dia
Protagonisti, Tango, Buenos Aires 25 Ottobre 2007
“.¿Qué se está usando hoy en la pista? Si es por lo que puede observarse con más frecuencia, se diría que tres tendencias se disputan la supremacía: el estilo Urquiza, el estilo Almagro y el estilo Naveira, tal como los conocen -aludiendo a un barrio, a un club y a un profesor- los aficionados.No son difíciles de distinguir. Acódese en el estaño y los verá pasar sobre el encerado: una pareja que avanza con pasos largos pisando como con guantes (Urquiza), es sucedida por otra estrechamente abrazada y cuyos cortos pasos se ajustan sincrónicamente al compás (Almagro), y seguida por una tercera que despliega toda la variedad imaginable de figuras de las que prescinden las anteriores (Naveira). ”
si tratta di un interessante articolo, nel quale IRENE AMUCHASTEGUI e LAURA FALCOFF ci spiegano cosa sta succedendo nel mondo del tango in Buenos Aires.
Mi accorgo in seguito che l’articolo risale al 1999 ma forse non sono cambiate molto le cose, a parte il successo che ha ottenuto il Tango Nuevo in questi ultimi anni.
Vi invito a leggerlo e se qualche anima pia estrae le parti più interessanti e le traduce, verrà sicuramente santificato.
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Associazione TangOblivion di Venezia 





































L’anima pia ha scaricato l’articolo e prontamente procederà a pubblicare la traduzione…
Secondo me ultimamente ha avuto molto più successo lo stile milonguero, nel senso che quando il tango è arrivato in Italia (o almeno per quanto mi riguarda come veneziano) non si faceva molto caso allo stile prescelto, eravamo semplicemente ingordi.
In questi ultimi anni in molti stiamo cercando di riportare ordine nelle milonghe, di proporre un ballo per la coppia e meno rivolto al pubblico ed è un lavoro nuovo, diverso e pieno di soddisfazioni.
Morale della favola: el estilo milonguero es mi tango nuevo.
Un abbraccio a tutti.
A questo proposito, il nostro Troesma e il nostro Vice President, possiedono un libro che presto ruberò, sugli stili di tango legati al “barrio” di provenienza.
L’argomento è, a mio avviso, molto interessante. Vorrei saperne di più. Per ciò, il mio furto avrà una giustificazione:-)!
Danile: perchè non cerchiamo tre video sui tre stili di cui sopra?
La mia idea è che all’inizio un principiante capita dove capita: non sceglie lo stile e il maestro che insegna. Poi se si è fortunati si resta “contaggiati dal morbo” e si comincia a discriminare cosa piace e cosa no. Emerge il gusto di chi balla e di conseguenza si sceglie uno stile, un modo di ballare. Personalmente credo che lo stile di ballo sia al 100% espressione di una personalità. Difficilmente mi è capitato di ballare aperto con un ballerino che fosse interessato a comunicare con me e non per mezzo del mio corpo. Questo non vuol dire che solo il tango chiuso dia emozioni. Sono convinta che tutti ballino per un’emozione, anche quelli che fanno gli acrobati, ma cambia il livello di coinvolgimento con l’altra persona. Penso che ci siano quelli disposti a regalare l’anima in un’ abbraccio e quelli che godono nell’anima facendo ballare le gambe altrui (quelle del partner). Mah!
Questa intervista a Gustavo Naveira invece è recente:
Aunque Gustavo Naveira se resiste a admitirlo, o sólo lo admite a medias, el “estilo Naveira” existe como fenómeno visible desde hace no menos de diez años. En las pistas, los “bailarines Naveira” se distinguen por desplegar pasos y figuras de una gran variedad y por usar el espacio con una libertad seguramente nunca antes vista en ese marco. Pero esta modalidad -que fue cobrando forma sin mucha premeditación en un grupo que reunía a Naveira, a Mariano “Chicho” Frumboli, a Fabián Salas- terminó por ser también una expresión del pensamiento de Naveira sobre el baile. O dicho de otro modo, Naveira ha ido conformando un pensamiento sobre esta cuestión, y sobre el baile en general, de un alcance y una profundidad infrecuentes.
Gustavo Naveira nació en 1960 en una familia de gente aficionada al tango; aprendió música desde niño y tomó sus primeras clases formales de baile con Rodolfo Dinzel mientras estudiaba economía en la universidad. Poco después se sumergió intensamente en la práctica del tango, más tarde sumó otras disciplinas como folklore argentino y bailes españoles y tres o cuatro años más tarde ya era un profesional del género………
http://www.10tango.com/interior/detalle_nota.php?idx=90&seccion=4
Ciao,prima di tutto voglio chiedere scusi per il mio italiano….sono argentino,ma voglio dire che il tango è “UN SENTIMENTO CHE SI BALLA” e bisogna essere ballato stretto,camminato,taciuto e appassionato…senza fare imbrogli di gambe….sparpaglio di passi.Un’altra definizioni di ballare il tango e…”fare l’amore in tre minuti” ed adesso io vi chiedo….come si fa l’amore ????
Caro Eduardo, trovo più adatta la prima definizione che hai utilizzato “un sentimento che si balla” e sono perfettamnte d’accordo sul preferire l’abbraccio stretto, sul camminare la musica e sulla continua trasmissione di sensazioni ed emozioni all’interno della coppia che si è formata per ballare “quella” tanda!
Credo che sia meglio non ricorrere troppo alle altrui definizioni e godere semplicemente del grande dono che, ad ogni ballo, il tango ci ha abituato! Hasta pronto y un beso a mi Buenos Aires, la extrano ………..
Trovo che non sempre si debba per forza “fare l’amore in tre minuti” con la persona che si ha di fronte, magari a volte la si vuol fare sorridere, a volte la si vuole irritare o semplicemente si vuole capire com’è! Inoltre credo che il “fare l’amore” sia un concetto troppo vasto e, per alcuni, abituati magari al sesso estremo, sia più adatto un tango escenario!!!