O la smettete di…

Arte 3 Ottobre 2007

… guardarmi in mezzo alle gambe oppure non ballo più.

 

Sembra proprio dire questo il gigantesco “Wild Man” di Ron Mueck.

Artista australiano, classe ‘58, con le sue sculture mette a nudo anche la fragilità umana.

Sottolineo anche perchè altrimenti ridurrei il significato delle sue opere. Personalmente questo aspetto è quello che mi più mi colpisce.

Intime nudità dilatate nelle dimensioni e lasciate in balia del pubblico, che si avvicina ai corpi con un effetto di straniamento.

Tutto è estremamente preciso: iperreale. Gli occhi, la pelle, i peli, le unghie sembrano vere, come pure gli stati d’animo.

L’analisi dell’opera non può che essere attenta, curiosa perchè, incoscientemente, ciò che vogliamo capire e come siamo noi stessi.

Mueck ci dà la possibilità di osservarci al microscopio, partendo dall’involucro del nostro corpo per arrivare nel più recondito anfratto della nostra intimità.

La paura, il disagio, la disperazione, ma anche la serenità di una madre, vengono amplificate. Emozioni che proviamo tutti i giorni , così grandi, ci sorprendono ma allo stesso tempo ci giustificano, rendono grazia alla nostra naturale fragilità di esseri umani.

Mi chiedo come Mueck potrebbe rappresentarci nelle nostre vicende emozionali milonguere.

Daniele

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Un Commento to “O la smettete di…”

  1. Doriana | 3 Ottobre 2007 at 13:42

    In fondo anche per ballare tango dobbiamo liberarci di pregiudizi, paure, presunzioni…inutili ..quasi quanto gli abiti, che spesso servono non per difenderci dalle intemperie, ma per metterci addosso una specie di maschera che ci puo’ far apparire diversi da cio’ che siamo.

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