Esercizi di Stile

Libri 5 Settembre 2007

“verso mezzogiorno, su un autobus, un uomo si lamenta con chi lo spinge di continuo e, appena trovato un posto libero, lo occupa. Il narratore, due ore dopo, lo rivede da un’altra parte con un amico, che gli dice di far mettere un bottone sulla sciancratura del soprabito verso mezzogiorno, su un autobus, un uomo si lamenta con chi lo spinge di continuo e, appena trovato un posto libero, lo occupa. Il narratore, due ore dopo, lo rivede da un’altra parte con un amico, che gli dice di far mettere un bottone sulla sciancratura del soprabito”

E allora??? Diranno una parte di voi. Gli altri avranno già capito che sto parlando di quello strano libro intitolato “Esercizi di stile” di Raymond Queneau.
Premetto che il Queneau a me piace molto. “I fiori blu”, “Zazie nel metro” (con trasposizione cinematografica di Luis Malle), tra gli altri, sono libri che consiglio caldamente di leggere e chi li ha già letti non potrà che essere d’accordo con me.

Ma parliamo di questi “Esercizi di stile”:
la trama è semplice e quasi banale ma viene riscattata dalla scrittore con le sue 99 versioni, ognuna diversa nello stile di narrazione
Si avete capito bene (per chi non lo sapesse s’intende)!!!!

“Ci sono quelle puramente enigmistiche (anagrammi, apocopi, aferesi, permutazioni delle lettere, lipogrammi…), quelle retoriche (litoti, metafore, apostrofe, …), quelle con i linguaggi settoriali (geometrico, gastronomico, medico, botanico, …), quelle con i gerghi e le lingue maccheroniche (con anglicismi, francesismi, volgare, ingiurioso…) e le varianti di tipi testuali (testo teatrale, tema scolastico, interrogatorio, poesia tanka, sonetto, telegrafico…)”

Il Queneau con questo libro ci apre le porte verso le infinite possibilità di espressione che la lingua offre e ci induce a pensare come lo strumento della comunicazione possa essere potente ed efficace, persuasivo e perverso.

Se siete arrivati fino a questo punto vi domanderete cosa ho in serbo per voi.
Beh, proviamo a fare il solito esercizio di trasposizione verso il mondo del tango.

Sapreste ballare uno stesso tango in 99 modi diversi?
Magari usando stili diversi, ballando alla portena (come si balla a Buenos Aires ;-) e alla veneziana.
Un Tango lentissimo ed uno allo spasmo.
Un Tango “normale” ed uno al revez.
Un Tango triste ed uno allegro, passando tra le infinite sfumature che esistono tra questi due sentimenti.
Un Tango voluto e un Tango dovuto.
Un Tango semplice ed uno complesso , finanche complicato.
Un Tango da principianti e uno da intenditori (;-))))

Insomma 99 modi diversi e pensate un po’ voi alle altre varianti.

La prima domanda è:
ne sareste capaci?

La seconda domanda è:
dopo esserci riusciti, secondo voi, continuereste a ballare allo stesso modo di prima?

La terza domanda è:
trovereste ancora un senso alle dispute su quale sia il Tango “giusto”?
oppure vi rendereste conto che si tratta soltanto di chiacchere senza alcun “approdo”?

Meditiamo !!!

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Un Commento to “Esercizi di Stile”

  1. TangOblivion » Blog Archive » Zazie dans la Milonga | 26 Febbraio 2008 at 12:15

    […] già parlato di Raymond Queneau qualche tempo fa in un post su uno dei suoi libri “Esercizi di Stile” che, a mio avviso, poteva essere un paradigma perfetto della possibilità trasposto […]

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